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ASPI/ Meglio i privati del nuovo sussidio per i disoccupati

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E' del tutto assente un apparato idoneo. Gli uffici pubblici per l’impiego non funzionano. Perché non dispongono di strutture, competenze e personale. E, in tempi di tagli della spesa pubblica, riesce difficile pensare che la situazione possa migliorare.

Visto che lo Stato non è in grado di affrontare la situazione, non potrebbero occuparsene i privati?

Le agenzie di somministrazione e di lavoro sono nate esattamente per questo scopo. Negli anni ’90 l’Italia fu condannata dalla Corte di giustizia europea per il proprio sistema di ricollocamento pubblico, ritenuto del tutto  inadeguato. Per questo motivo, venne rimosso il divieto di creare agenzie private per l’intermediazione della manodopera. Tuttavia, persiste tuttora una fortissima ambiguità ordinamentale rispetto al ruolo del soggetto pubblico e al suo rapporto con il privato. Il quadro normativo è incerto rispetto alla definizione di chi si deve occupare di cosa. Intanto, lo Stato continua a credere di poter svolgere efficacemente le funzioni legate alla ricollocazione.  Il che mina l’efficacia delle agenzie, che si trovano a non potere disporre di tutti gli strumenti di cui avrebbero bisogno.

Anche in termini di risorse?

Certamente. Le risorse destinate allo Stato dovrebbero essere trasferite alle agenzie, che potrebbero, a quel punto, prendersi in carico i lavoratori disoccupati in maniera efficace, mentre lo Stato, così facendo risparmierebbe moltissimo. 

 

(Paolo Nessi)

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