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PRECARI PA/ Gentile (Fp-Cgil): basta "giochetti", serve una prospettiva di lavoro per tutti

Per i contratti dei precari la scadenza deve essere prorogata almeno sino al 31 luglio dell'anno prossimo, come stabilito la scorsa settimana, dice MICHELE GENTILE

Filippo Patroni Griffi (Infophoto) Filippo Patroni Griffi (Infophoto)

Sono 260mila i precari della pubblica amministrazione e per loro “non è possibile pensare a una stabilizzazione di massa”. Lo ha dichiarato il ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi, in audizione alla commissione Lavoro della Camera. «Il ministro non poteva che confermare, anzi ha addirittura aumentato - dice Michele Gentile, coordinatore del dipartimento della Funzione pubblica della Cgil, a ilSussidiario.net -, i dati che noi avevamo già presentato. Tengo, però, a sottolineare che questi dati sono in contrasto con quanto detto dall'ex ministro Brunetta che, solo due anni fa, diceva che nella Pubblica amministrazione i precari erano spariti. Quindi, i casi sono due: o aveva ragione Brunetta e tutti questi precari sono stati assunti dal nuovo Governo oppure, come io penso, questo è il quadro esatto che abbiamo ereditato». Patroni Griffi parla di stabilizzazione di massa, ma per Gentile è un termine improprio. «Chiaramente non parliamo di tutti. Se escludiamo i 130mila del comparto scuola che, andrà discussa a parte, ne restano altri 130mila, nel dettaglio 115mila nella sanità e 15mila negli enti locali. Per loro la scadenza deve essere prorogata almeno sino al 31 luglio dell'anno prossimo, come stabilito la scorsa settimana durante due riunioni fatte proprio con Patroni Griffi. Sebbene, a ora non ci è ancora dato sapere quale sarà lo strumento normativo per poter prolungare questi contratti. Prima ci è stato detto che sarà contenuta nella Legge di Stabilità e poi in un decreto legge apposito: qualsiasi essa sia, vorremmo vederla pubblica in Gazzetta Ufficiale».

Per Gentile si tratta di 130mila contratti che reggono servizi pubblici e che devono rimanere in forza delle funzioni specifiche delle amministrazioni, ma «a questo punto, o si pensa che questi lavoratori debbano restare a tempo determinato per tutta la vita, oppure il ministro ci deve spiegare come ripensare un modo per garantire servizi pubblici con contratti stabili. Noi dobbiamo fornire ai precari che lavorano nelle Pa, una prospettiva di lavoro permanente, così come ai tantissimi vincitori di concorso che attualmente, in forza di una legge sbagliata e del blocco delle assunzioni, non hanno un posto di lavoro».