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Lavoro

IDEE/ Quel "part-time" che aiuta mamme e papà al lavoro

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La possibilità di fruire del congedo anche a ore, che equivale di fatto a un diritto al part-time per i primi anni dei figli, consentirebbe ora di rivedere questa interpretazione, e di rimettere in discussione l’alternativa tra la dedizione alla carriera e quella alla famiglia.

Oltre che facilitare la vita al genitore che ne usufruisce, questa misura renderebbe meno netto, più graduale e integrato il passaggio dalla dimensione lavorativa a quella familiare e viceversa, e scongiurerebbe l’impatto devastante che l’astensione in blocco portava con sé.

Molto più che una legge sull’obbligo del congedo di paternità, che equivarrebbe all’introduzione di un nuovo lacciuolo (peraltro facile da eludere) nella già nutrita selva delle rigidità del nostro welfare, il congedo a ore potrebbe incoraggiare i padri lavoratori a dedicarsi all’accudimento dei figli neonati, senza timore di essere per questo depennati dalla lista dei lavoratori più diligenti o promettenti. E chissà che alla tanto agognata parità non si arrivi proprio attraverso la flessibilità.

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COMMENTI
09/01/2013 - Papà più presenti, ma NON PARITA' !!! (Caterina Valli)

Concordo sulla questione che anche il papà, con il suo modo di vivere, possa facilitare la conciliazione di tutta la famiglia e sicuramente il fatto che possa prendere qualche ora per stare con i propri figli è molto utile. Tuttavia io credo che per natura il ruolo del padre sia diverso da quello della madre, non di meno, ma diverso. Perciò ok che può aiutare a conciliare i ritmi della famiglia e ok che provi soddisfazione anche a casa e con i figli perché si arricchisce anche da un punto di vista umano, ma NON credo che in questo caso sia necessaria e nemmeno utile una PARITA'. Io credo che sarebbe più utile una divisione PIU' EQUA, perché i bambini hanno bisogno della presenza COMPLEMENTARE di entrambi i genitori. Credo che la prima e più urgente necessità sia quella di garantire la flessibilità al lavoro delle mamme: l'obbligo della concessione del part time, prima di qualunque altra cosa. In questo modo si riconoscerebbe (anzi, restituirebbe!) alla donna-madre il suo ruolo familiare imprescindibile, la sua possibilità di essere una vera risorsa sotto tutti gli aspetti professionali e familiari. Io sono del parere che è alla mamma che spetta di più, in termini di tempo, perché è propria della donna la capacità di accogliere e la disponibilità grande a prendersi cura della famiglia in tutti i suoi aspetti (figli, ordine, pulizia, bellezza della casa, etc.) e di questo ne giovano anche i papà. Noi non vogliamo essere sostituite, ma esserci!