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J’ACCUSE/ Bonanni (Cisl): i no della Fiom e dei tecnici stanno uccidendo il lavoro

Raffaele Bonanni (Infophoto) Raffaele Bonanni (Infophoto)

E se non sono imprenditori e lavoratori che insieme si impegnano chi possono essere? E lo possono fare solo migliorando la loro organizzazione del lavoro, dei turni e degli orari, delle professionalità e della flessibilità. Tutto ciò mentre otteniamo dal Governo una detassazione del salario di produttività, quindi un accordo in sintonia anche con la strategia perseguita con successo col Governo. Mi pare quindi che possiamo essere soddisfatti. Nei prossimi giorni incontreremo migliaia e migliaia di lavoratori ma terremo anche un’iniziativa con la Uil il giorno 11 dicembre a Padova: 4.000 delegati sindacali della Fim-Cisl e della Uilm-Uil si incontreranno per discutere e sostenere questo contratto, per rendere consapevoli tutti nella gestione di questo contratto.

 

Siamo alle solite però… c’è spaccatura sul fronte sindacale. Non è ora di ridefinire le regole della rappresentanza?

 

Il problema sulla rappresentanza non proviene dalla indisponibilità della Cisl e nemmeno della Uil a definire nuove regole. Tant’è che nel 2008 e anche prima per la verità, noi siamo stati coloro che hanno sostenuto l’esigenza dei rilanci, fino all’accordo dell’anno scorso e anche con l’accordo sulla produttività che la Cgil non ha voluto firmare. L’accordo sulla rappresentanza finora non trova accomunati tutti perché c’è chi sostiene, la Fiom, che bisogna costruire regole per la rappresentanza senza però poi dare garanzie a coloro che possono trovarsi in maggioranza. Questo è il punto delicato. Il contrasto che c’è nel movimento sindacale metalmeccanico riguarda questo punto: l’irriducibilità di taluni rispetto alle proprie opinioni che, secondo loro, non potranno mai cambiare in relazione al rapporto con altri e, ancor peggio, non potranno mai abbassarsi rispetto ad una manifesta maggioranza di volontà espressa da parte dei lavoratori. La rappresentanza non è una mera misurazione di ciò che uno rappresenta senza conseguenze nei momenti cruciali delle decisioni, qualora alcuni pur in minoranza non fanno venir meno la tregua sindacale rispetto ad accordi che si fanno e voluti dalla maggioranza.

 

E non c’è il rischio di restare ostaggi di questo contrasto?

 

È ciò di cui discutiamo da anni. Però certamente non siamo disposti ad affidare la nostra rappresentanza alla rappresentanza altrui. Il voler esercitare il diritto di veto - come si dice dalle mie parti - né trebbia, né fa trebbiare. Queste opinioni del tutto rispettabili devono piegarsi alla volontà maggioritaria dei lavoratori, e Cisl e Uil sanno stare dentro questa logica. Non mi pare che gli altri ci vogliono stare.

 

Lei ieri ha dichiarato che “la Fiom è libera di andare dal Giudice, ma non sono i giudici a fare i contratti”…