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J’ACCUSE/ Bonanni (Cisl): i no della Fiom e dei tecnici stanno uccidendo il lavoro

Raffaele Bonanni (Infophoto) Raffaele Bonanni (Infophoto)

È verità universale che i contratti li fanno le parti, non c’è alcuna obbligatorietà. Torneremmo al tempo del fascismo… non è quindi un problema del Giudice, è la volontà autonoma delle parti che nell’interesse comune siglano un contratto quando si riconoscono e trovando mediazioni tra gli interessi che rappresentano. Un Giudice in base a quale legge dovrebbe pronunciarsi su questo? Nessun Giudice può dire che un interesse deve piegarsi ad un altro, ed in questo caso un soggetto nei confronti di altri soggetti similari e nei confronti anche della controparte… mi pare un azzardo più mediatico che concreto. Il Giudice applica la legge, non la fa. Qualche volta ha avuto ragione la Fiom solamente nella espressione della rappresentanza non nella capacità di questa rappresentanza di fare cose che sono nel libero e autonomo negoziato si possono raggiungere.

 

Nella premessa del contratto, si legge che “le parti si impegnano a chiedere la riduzione del cuneo fiscale”. Nella legge di stabilità è appunto saltato questo taglio. Proporrete ipotesi alternative?

 

Nella legge di stabilità abbiamo una detassazione potente del salario di produttività.

 

Qual è la posizione della Cisl circa gli esuberi e i precari nella PA?

 

Svegliarsi la mattina e fingere di essere sbarcati su Marte non va bene. C’è un problema, certamente… si tratta di prendere tempo, 6/7 mesi, in modo tale che si possa monitorare ciò che succede nelle amministrazioni, dove ci sono posti dove mancano persone e posti dove le persone sovrabbondano, in modo tale che si possa capire come spalmare quelli che possono essere confermati ed in ogni caso riconfigurare costoro dentro un meccanismo di esame-concorso o per titoli, in modo tale che si possa dar loro un titolo che possa togliere loro da una precarietà mortificante per lo Stato, per il pubblico e per i cittadini lavoratori. Si tratta quindi di prenderci del tempo e di muoverci in modo razionale, senza andare appresso ai clamori mediatici.

 

Sono di questi giorni i dati sulla disoccupazione e sono numeri record rispetto alle serie storiche. Cosa dobbiamo aspettarci nel 2013?

 

Ci aspetta un anno che sarà pari all’ignavia che colpisce il governo e i fattori dello sviluppo nei territori, che non incoraggiano gli investitori italiani e stranieri. L’occupazione può arrivare solo dagli investimenti degli investitori, e fino a quando questi non saranno rassicurati… noi siamo contrari ad una discussione da cicale, spero che arrivi il tempo delle formiche e di un comportamento responsabile da parte di tutti i soggetti, politici, sociali, dell’informazione, oltre alla classe dirigente che deve darsi un nuovo progetto per il paese, perché è davvero diventato un film dell’horror quello che vediamo ogni giorno, di una società che non riesce a ribellarsi ma sa solamente contemplare la miseria che rappresenta l’incapacità di reagire.

 

(Giuseppe Sabella)

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