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Lavoro

IL CASO/ 2. Quei "privilegi" che dividono giovani e lavoro

Michel Martone (Infophoto)Michel Martone (Infophoto)

Da preside di una grande scuola superiore non posso, ad esempio, gestire il personale docente come già avviene in altri paesi europei. Eppure i ragazzi e le famiglie hanno sacrosanto diritto a incontrare i migliori docenti, veri “maestri”. E nella scuola ce sono tanti di “maestri”, ma non riconosciuti. Coloro che formeranno le nuove generazioni. Un’enorme responsabilità.

Eppure, ogni tanto qualche buona notizia compare all’orizzonte. Ricordo solo, tempo fa, che il Presidente Obama diede un mandato speciale: una donna di soli 40 anni, ma con le idee ben chiare, venne assunta come “Provveditore agli studi” della Capitale, col compito di mettere ordine nella scuola pubblica. Dopo una attenta analisi, questa signora decise di licenziare 266 insegnanti. Una scelta approvata e fatta propria dallo stesso presidente Obama. Mentre altri 737 docenti ebbero invece un solo anno per dimostrare di meritarsi il posto da insegnanti. Non si tratta, ovviamente, di licenziare nessuno per partito preso, ma di mettere ciascuno di fronte alle proprie responsabilità. Ecco il punto chiave, non sempre presente nel nostro Paese: un’etica della responsabilità personale.

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