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Lavoro

IL CASO/ I tre capitali che fanno crescere il lavoro nelle imprese

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Esiste poi un secondo approccio che può essere definito offer driven, cioè guidato dall’offerta. Questo prende in considerazione l’idea che gli elementi interni all’impresa, e nello specifico quelli che ne costituiscono il capitale intellettuale, rappresentano le vere sorgenti del profitto futuro. Il capitale intellettuale si articola in capitale umano, capitale strutturale e capitale relazionale. Il capitale umano è composto da variabili riferibili agli individui all’interno dell’impresa. A esso sono relativi i concetti di conoscenza, competenza, esperienza, motivazione, coesione e fiducia. Sono tutte caratteristiche presenti solo grazie alle persone che compongono la compagine aziendale. Il capitale strutturale riguarda invece l’orientamento strategico delle imprese, la loro mission e le modalità con cui viene perseguita. Ciò significa che tale capitale è afferente all’organizzazione interna dell’impresa, nonché ai processi decisionali. Per ultimo, il capitale relazionale si esplicita nell’insieme dei rapporti che l’impresa intrattiene con tutti i soggetti a essa esterni.

In questo senso, il capitale umano, quello strutturale e quello relazionale, in cui si declina il capitale intellettuale, con le loro caratteristiche e le loro relazioni pratiche assommano tutte le proprietà necessarie alla creazione di nuova ricchezza. La qualità e intensità dei rapporti che l’impresa intrattiene è costitutiva di valori come la fiducia, la reputazione, la stima, l’immagine e il consenso.

Affinché un’impresa ottenga un vantaggio competitivo è necessario che essa sviluppi al massimo grado possibile questi tre elementi, di modo che la competenza unita alla organizzazione consenta di ottenere un consenso duraturo.

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