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PENSIONI/ Milleproroghe, Belisario (Idv): ecco le nostre proposte per cambiare la riforma in Senato

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Credo di sì.

In che termini, quindi?

Partendo anzitutto da un confronto con le parti sociali; il tema del lavoro usurante merita di essere affrontato seriamente perché è di fondamentale importanza per il vero progresso sociale. Non si può certo prospettare un intervento approfondito con il decreto Mille proroghe.

Dove pensate di trovare la copertura necessaria?

Attraverso l'istituzione di un'imposta sui grandi patrimoni mobiliari e immobiliari, si tratta di una misura di equità con cui chiediamo qualche sacrificio anche a chi finora non ne ha mai fatti.

Come valuta, nel complesso, la riforma delle pensioni?

È una riforma iniqua. Non siamo contrari a una riforma delle pensioni, ma non si può colpire chi ha pagato quarant'anni di contributi. Interveniamo invece sulle doppie pensioni e sulle pensioni d'oro, facciamo pagare per una volta il conto a chi finora ha goduto di clamorosi privilegi.

Può spiegarci le ragioni della vostra mozione per non toccare l’articolo 18?

La ragione è semplice: non è cancellando i diritti dei lavoratori che si risolve l'emergenza occupazionale. Bisogna al contrario estendere le tutele per rafforzare e dare stabilità al sistema produttivo. Quello dell'articolo 18 è un falso problema, le garanzie faticosamente conquistate in più di quarant'anni di lotte sono un fattore di civiltà su cui un Paese moderno e democratico non può accettare compromessi. Parliamo di come favorire l'ingresso nel mondo del lavoro, non l'uscita.

L’onorevole Francesco Boccia (Pd), su queste pagine, affermava che l’Idv ha sempre fatto mozioni per “non fare”, mai una per “costruire” e sostiene che, dopo 42 anni, non si possa pensare alla riforma dell'articolo 18 come a un tabù; cosa risponde?