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ARTICOLO 18/ Fiom: sciopero generale il 9 marzo. Angeletti: Motivi inventati

Indetto dalla Fiom uno sciopero generale nazionale contro il governo il prossimo 9 marzo che incassa l'approvazione della Cgil, ma il parere contrario della Uil

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Sciopero generale. Lo lancia in sindacto dei metalmeccanici la Fiom per la giornata del prossimo 9 marzo con una manifestazione nazionale da tenersi a Roma. La protesta è incentrata su riforma del lavoro e tentativo di modifica dell'articolo 18. Ha commentato la decisione il segretario della Cgil Susanna Camusso dicendo trattarsi di una decisione giusta: "Non è ipotizzabile una sospensione dell'articolo 18, le invenzioni di qualche giornale le lasciamo ai giornali". Ha aggiunto la Camusso che da parte della Fiat è stata messa in atto una piattaforma contrattuale senza risposta e una grave lesione democratica, quindi l'iniziativa di lotta decisa da Fiom è giusta perché mira ad ottenere delle risposte. La manifestazione del 9 marzo ovviamente fa saltare quella che era stata prevista inizialmente per il 18 febbraio. Il segretario della Fiom Landini insiste nello spiegare i motivi dello sciopero che l'articolo 18 non può essere considerato oggetto di trattativa né di negoziato. Ogi "manomissione" dell'articolo 18 va respinta, ha detto ancora. Secondo Landini il governo Monti agisce in modo preciso secondo le direttive della Banca centrale europea per dare vita a riforme strutturali che segnalano un modo sbagliato di uscire dalla crisi. Non è d'accordo la Uil che critica la notizia di indire uno sciopero generale. Il segretario Angeletti fa capire che i motivi dello sciopero sono inventati: a volte, ha detto, la Fiom si inventa i motivi. Parlando a Sky Tg24 Angeletti ha poi detto che da parte loro si sta lavorando a "proposte per le modalità d'ingresso nel mondo del lavoro e il sistema di protezione delle persone che lo perdono". E' importante, ha aggiunto, eliminare tutte quelle forme ibride che si prestano ad abusi come le false partite Iva e i falsi autonomi. "Altro punto fondamentale è che deve esistere un sistema di protezione delle persone, qualora perdessero il lavoro, senza distinzioni. Questo è l'aspetto più oneroso della riforma" ha infine detto. Si va dunque di nuovo a una spaccatura in senso ai sindacati dopo l'accordo ritrovato di frotne alla manovra Monti?