BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

CLAUSOLA DI MATERNITA'/ Se la Rai non fa più la "mamma" di chi è la colpa?

Un neonato (Foto: Infophoto)Un neonato (Foto: Infophoto)

Il primo passo per evitarla sembrerebbe quindi quello di ampliare la rete delle tutele: in questo senso, la proposta di una “maternità universale”, avanzata dal gruppo MaternitàPaternità, animato da Annamaria Ponzellini, Marina Piazza e Anna Soru, mira tra l’altro a estendere a tutte le madri, che siano lavoratrici dipendenti o autonome, precarie o stabili, l’indennità oggi prevista solo per una minima parte di loro, e ad allargare i congedi parentali a tutti gli iscritti alla gestione separata. Ma una simile iniziativa presuppone anzitutto la riaffermazione del valore della maternità, del tempo e delle energie che assorbe, e che rappresentano il miglior investimento possibile non solo per la madre, ma per la famiglia, per la società, per l’intero Paese. La maternità, ogni maternità, non è una malattia, un incidente, o un grattacapo cui il capo debba rimediare in qualche approssimativo modo: è una straordinaria occasione ancora una volta concessa all’umanità. Offrire tempo e denaro non basta: senza una simile riaffermazione, le settimane e i mesi dedicati al bambino, i soldi stanziati per sostenere la sua famiglia continueranno ad apparire solo tempo perso, solo soldi buttati.

© Riproduzione Riservata.