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Lavoro

ARTICOLO 18/ Marcegaglia: vogliamo poter licenziare i fannulloni

Secondo Emma Marcegaglia, gli industriali vorrebbero poter licenziare le persone che non fanno bene il proprio mestiere, gli assenteisti cronici, i fannulloni

Emma Marcegaglia (Foto Imagoeconomica)Emma Marcegaglia (Foto Imagoeconomica)

Emma Marcegaglia, Presidente di Confindustria, torna a infiammare il dibattito sull’articolo 18. Dal convegno nazionale di Federmeccanica, in corso a Firenze, ha infatti detto che gli industriali vorrebbero poter licenziare le persone che non fanno bene il proprio mestiere, gli assenteisti cronici, i fannulloni. La norma dello Statuto dei lavoratori, secondo la Marcegaglia, dovrebbe comunque restare in vigore, ma solo per i licenziamenti discriminatori. Ottenere questo risultato, ha spiegato alla platea, sarà comunque molto difficile, “ma io non mollo”. La presidente degli industriali ha anche sottolineato come gli industriali vogliano, al pari dei sindacati, una revisione della “flessibilità cattiva” in entrata nel mercato del lavoro, perché ci sono stati effettivamente degli abusi da parte degli imprenditori che vanno  combattuti. Tuttavia, non si può non rivedere anche la flessibilità cattiva in uscita.

Oltre a parlare dell’articolo 18, che è forse il punto più scottante della trattativa tra governo e parti sociali, la Marcegaglia ha affrontato anche il tema degli ammortizzatori sociali, spiegando che essi non vanno toccati per almeno due anni, dato che il Paese sta affrontando un momento di crisi drammatica e l’impatto di ristrutturazioni e riconversioni industriali si farà sentire almeno per tutto il 2013. Questo non significa un no a priori sulla riforma degli ammortizzatori stessi da parte degli industriali, ma va riconosciuto che finora il sistema attuale ha dimostrato di funzionare bene e quindi non vi sarebbe bisogno di riformarlo.

Su questo punto sono d’accordo anche i sindacati. Il Segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ha infatti oggi ribadito la pericolosità insita nel pensare di poter eliminare la Cassa integrazione, che al massimo necessita di un qualche aggiustamento, magari prevedendo un periodo di formazione per i lavoratori interessati durante il tempo che passano a casa. Sull’articolo 18, invece, le posizioni di industriali e sindacati sono più lontane. In particolare la Cgil non sembra intenzionata a fare concessioni su possibili modifiche alla norma. Forse anche per questa ragione è stato scelto di mettere questo tema all’ultimo posto nella scaletta delle trattative ancora in corso tra governo e parti sociali.