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PENSIONI/ Precoci e anziani: le istruzioni dell’Ue condannano l'Italia

martedì 21 febbraio 2012

PENSIONI: PRECOCI E ANZIANI. LE ISTRUZIONI DELL'UE. È ancora fresco di stampa il Libro bianco dal titolo “Un’agenda dedicata a pensioni adeguate, sicure e sostenibili” predisposto dalla Commissione europea a conclusione di una lunga consultazione degli Stati membri sulla base (come accade nell’Ue) di un Libro verde che poneva una serie di domande sulla previdenza obbligatoria e su quella privata. Il documento (di cui è disponibile anche la traduzione italiana) è passato abbastanza inosservato. È interessante, comunque, la lettura mentre in Italia, con tanti “mal di pancia”, siamo tuttora impegnati a mettere a punto, nel Decreto Milleproroghe, alcune “code” della riforma Fornero attinenti alla fase di transizione.

La lettura del Libro bianco rende evidente quanto sia lontana la nostra cultura da quella europea e come ci ostiniamo a considerare diritti fondamentali aspetti che nell’Ue (si pensi all’età pensionabile delle donne inferiore a quella degli uomini) sono ritenuti vere e proprie discriminazioni. Secondo l’Ue, l’invecchiamento della popolazione rappresenta uno dei principali problemi dei sistemi pensionistici in tutti gli Stati membri. Se uomini e donne, che vivono più a lungo, non restano anche in attività più a lungo e non risparmiano in misura maggiore per la pensione, l’adeguatezza delle pensioni non potrà essere garantita: l’aumento previsto delle spese si rivelerà, infatti, insostenibile.

Entro il 2060, la speranza di vita alla nascita dovrebbe aumentare, rispetto al 2010, di 7,9 anni nei maschi e di 6,5 anni nelle femmine. E non è un problema lontano: è incombente, perché i figli del baby boom vanno in pensione e la popolazione attiva europea comincia a ridursi. Ciò significa che le persone di età superiore a 60 anni aumentano ogni anno di circa 2 milioni, quasi il doppio cioè rispetto alla fine degli anni ‘90 e all’inizio del decennio successivo. Al contrario, il numero di persone in età lavorativa primaria (20-59 anni) si ridurrà ogni anno nei prossimi decenni. L’effetto sommato dell’aumento della longevità e del raggiungimento dell’età pensionabile dei protagonisti del baby boom avrà profonde conseguenze economiche e finanziarie nell’Ue, ridurrà il potenziale di crescita economica e aumenterà la pressione sulle finanze pubbliche.

L’attuale crisi economica e finanziaria - prosegue il documento - non farà che aggravare queste prospettive. Crescita economica fiacca, deficit di bilancio e oneri per il debito pubblico, instabilità finanziaria e bassa occupazione hanno reso più difficile il mantenimento degli impegni che tutti i regimi pensionistici basati su riserve contabili si sono assunti. I regimi pensionistici a ripartizione risentono negativamente della riduzione dell’occupazione e accusano una diminuzione dei contributi. Nei regimi a capitalizzazione diminuiscono il valore degli attivi e i rendimenti.




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COMMENTI
03/03/2012 - pensioni donne (Bosisio Mario)

Ho letto il suo articolo ben impostato che comprende esattamente come sarà lo sviluppo della nostra società in base a statistiche e calcoli di vita precisazioni su ciò che sarà la trasformazione della nostra economia. Penso che per fare questo abbia fatto come ho fatto io nel fare un conto di come sarebbe stato il mio futuro. Questo conto io l’ ho fatto il 3dicembre 2011 e mi diceva che mancavano ventisette giorni al fine mese e 598 giorni alla mia pensione. Il giorno dopo chissà perché il mio diritto aquisito di pensione si è spostato di otto anni non vorrei che anche i suoi calcoli siano stati fatti senza calcolare che di legislatori come la Elsa Fornero che fanno leggi senza nessuna gradualità e senza vedere quali disastri si fanno sulla pelle della povera gente che da oggi ha problemi e non arriva alla fine del mese. Distinti saluti.

 
21/02/2012 - bastoniamo i precoci (francesco pianezzola)

se penso che ho versato la quota sindacale alla CGIL per quasi quarant'anni e mi ritrovo a leggere articoli in materia di pensioni di ex sindacalisti mi sento proprio un povero illuso. 43 anni di lavoro in fabbrica per il signor Cazzola non sono sufficienti per avere la pensione. Signor Cazzola, se sono precoce io lei cos'è?

 
21/02/2012 - Sperequazione e diseguglianze di trattamento (Giustizia Popolare)

Dato che vi è una sperequazione evidente tra gli importi medi delle pensioni attualmente erogate e quelle dei nuovi prossimi pensionandi, non capisco cosa si aspetta a mettervi mano e a ridurre importi esageratamente alti, soprattutto se paragonati ai contributi effettivamente versati. Chissà, forse siete preoccupati che toccherebbe anche alle vostre pensioncine? L'equità di questo governo finora si è rivelata solo una parola vuota, per non dire peggio.....