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CONFINDUSTRIA/ Bertone: vi spiego il passo falso di Marchionne

Sergio Marchionne (Infophoto) Sergio Marchionne (Infophoto)

In questo modo potrà rientrare in Confindustria con le fanfare. Personalmente giudico in modo positivo la scelta di Fiat di rimanere fuori e questa battaglia per liberarsi e creare un contratto che oggi è un grande successo, visto e considerato che la stessa Fiom ha firmato accordi molto simili in altre aziende, sentendo il peso dell’isolamento. Non sarebbe però certamente positivo vedere la Fiat rientrare con conflittualità da ogni parte.  

 

Chi vede invece come prossimo presidente di Confindustria e quali sono i pregi dei due candidati?

 

In questo momento è in largo vantaggio Squinzi, soprattutto perché ha trovato dalla sua parte la Lombardia. La cosa positiva dei due candidati è che sono due industriali, e non due Confindustriali, quindi hanno fatto sostanzialmente un altro tipo di mestiere.

 

Qual è invece il loro difetto?

 

Certamente l’età già molto avanzata, che fa pensare a un’entrata in Confindustria dopo aver prima concluso le cose più serie. Però mi aspetto che proprio grazie alla loro esperienza riescano a compiere questo salto di generazione e circondarsi di una squadra giovane, flessibile e dinamica.

 

Che diverse caratteristiche potrebbero portare in Confindustria?

 

Bombassei ha fatto la sua fortuna seguendo passo passo il modello tedesco, quindi mi aspetto una Confindustria, come dice lui, di stampo tedesco. Con la vittoria di Squinzi mi aspetto invece una Confindustria più “americana”, e proprio per questo l’uscita di Marchionne appare ancora più ridicola: i due potrebbero trovarsi accomunati da una cultura americana, ma, dopo le dichiarazioni di Marchionne, non credo che se Squinzi diventasse presidente farebbe il primo colpo di telefono proprio a lui.

 

(Claudio Perlini)

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