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IL CASO/ Tiraboschi: trovato "l’antidoto" per la precarietà dei giovani

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Se guardiamo al tasso di disoccupazione, vediamo che negli ultimi quattro anni l’Italia ha reagito alla crisi molto meglio di altri paesi come la Danimarca della celebrata flexicurity o i flessibili Stati Uniti. Il merito è della cassa integrazione. Durante la crisi è stato benefico l’effetto anche di quella straordinaria, non solo dell’ordinaria. Certamente è positivo prevedere una semplificazione dello strumento, rendendo strutturali però le tante modifiche varate in questi anni, senza perdersi in ipotesi teoriche e poco consistenti. Per esempio, si dovrebbe procedere con la valorizzazione dell’esperienza degli enti bilaterali, soprattutto nei settori dove i lavoratori non sono “coperti”. Non si dimentichi, poi, che queste riforme costano e il bilancio italiano non è certo il più solido tra quelli europei.

 

Rispetto al dibattito sul “posto fisso”, cosa consiglierebbe oggi a un giovane?

 

Quello che gli ha consigliato il Papa nel messaggio per l’ultima giornata mondiale della gioventù: “La domanda di lavoro e con ciò quella di avere un terreno sicuro sotto i piedi è un problema grande e pressante, ma allo stesso tempo la gioventù rimane comunque l’età in cui si è alla ricerca della vita più grande”. Non ci si può, già da giovani, piegare alla retorica della precarietà: pur nelle difficoltà gli spazi ci sono. Non tema di scommettere su sé stesso, anche qualora questo possa comportare sacrifici.

 

(Giuseppe Sabella)

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