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Lavoro

IL CASO/ Le 5 mosse della Fornero per creare più lavoro "rosa"

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Esso ha dato il compito all’Ufficio nazionale della Consigliera di parità di attivare l’Osservatorio nazionale sulla contrattazione per monitorare le nuove prassi in materia di politiche attive e di conciliazione. L’Osservatorio in osservanza all’Avviso comune sottoscritto dalle parti sociali nel marzo scorso ha raccolto e catalogato una robusta, articolata e dettagliata documentazione con l’aiuto fondamentale delle parti sociali e delle direzioni provinciali del lavoro. Vogliamo proseguire su questa strada, continuare la collaborazione e la reciproca attenzione per divulgare e implementare strumenti condivisi per rafforzare la produttività e la flessibilità sui luoghi di lavoro e sostenere così l’occupabilità femminile.

 

Per favorire la conciliazione famiglia/lavoro, ci potranno essere interventi in materia di agevolazione fiscale?

 

Il Paese ha un ricco ventaglio di esperienze di welfare aziendale di tutele e prestazioni. La materia si incrocia con diversi regimi fiscali e contributivi. Nell’ambito del riordino del fisco e dell’assistenza, su cui poggia anche il pareggio di bilancio nel 2013, immagino forme di agevolazione che favoriscano lo sviluppo di servizi di sussidiarietà incentrati nel territorio e nei luoghi di lavoro, con una attenzione alle soluzioni dei problemi di conciliazione. Sono tutti temi su cui il Ministro Fornero ha incardinato la programmazione.

 

Si tratta di temi in linea con le riforme Treu e Biagi?

 

Per coerenza, opportunità e senso di responsabilità, non solo c’è un legame con il processo riformatore dei due Maestri, ma anche con il dicastero Sacconi che ha seguito questo tracciato irrobustendolo sul versante dell’innovazione comunitaria.

 

L’organizzazione flessibile del lavoro è di fatto prevista nel nostro ordinamento. Ritiene che gli strumenti offerti dal processo di riforma siano stati di fatto accolti e applicati dal sistema lavoro? Possono forse essere ulteriormente potenziati?

 

Sicuramente dobbiamo rafforzare tre urgenze: la contrattazione di prossimità, un modello comunitario di mercato del lavoro e una maggiore protezione dei lavoratori e lavoratrici su base assicurativa anche attraverso la bilateralità.

 

Le differenze salariali tra lavoro maschile e femminile sono ancora uno dei problemi più rilevanti per il raggiungimento effettivo delle pari opportunità di genere. Come, concretamente, potrà essere superato il problema?