Lavoro
venerdì 3 febbraio 2012
Dopo il recente intervento del governo col decreto “Salva-Italia”, volto a migliorare le condizioni di inclusione sociale delle donne attraverso le agevolazioni Irap per le imprese, il governo sembra orientato ad andare oltre. Lo stesso Premier Monti, nel suo discorso programmatico alle Camere, ha parlato di una “tassazione preferenziale per le donne”, che non è un’idea del tutto nuova, ma che - questa volta - pare destinata a far lievitare le “quote rosa”. Di occupazione femminile abbiamo parlato con la Consigliera Nazionale di Parità, Alessandra Servidori, tra le massime esperte in Italia del tema e che - proprio prima dell’ultima manovra finanziaria - è stata ricevuta da Monti al quale ha proposto soluzioni e adempimenti peraltro «già previsti nella legislazione vigente da attuare e sui quali si potrebbe procedere speditamente: in primis, il Collegato lavoro (legge n. 185 del 2010) all’articolo 46 prevede la delega per la riforma degli ammortizzatori sociali. Promuoviamo gli atti necessari: vi è una base bipartisan molto utile in questa fase politica e per l’occupazione femminile vengono indicati alcuni principi e criteri articolati che abbracciano l’intera materia, dai regimi di orario ai rapporti di lavoro flessibili, al rafforzamento dei servizi fino alle misure per una effettiva parità nei trattamenti di genere. In questo contesto valorizziamo e sviluppiamo l’Avviso comune sulla conciliazione lavoro/famiglia sottoscritto nel marzo 2011 dalle parti sociali: è una batteria di strumenti di politica attiva».
Anche la legge di stabilità contiene incentivi all’occupazione femminile, misure a sostegno della conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro.
Mandiamola a regime al più presto. Le Regioni possono escludere dalla base imponibile dell’Irap nella voce riguardante il costo del lavoro, gli importi corrispondenti alla retribuzione legata alla produttività (di cui è prevista una detassazione e decontribuzione). Compatibilmente con le risorse disponibili, estendiamo un trattamento equipollente anche alle retribuzioni riferite alla nuova occupazione femminile, (limitatamente a talune Regioni svantaggiate e in via sperimentale) e incentiviamo le aziende ad applicare strumenti di conciliazione lavorativa e famigliare per maggiore flessibilità organizzativa e maggiore produttività.
E poi?
La Carta delle pari opportunità e uguaglianza sul lavoro che i Ministeri del Lavoro e delle Pari opportunità in collaborazione con la Rete delle consigliere, Sodalitas e importanti realtà associative come Aidda, Ucid, Impronta Etica e successivamente sottoscritta da numerose aziende, rappresenta un importante strumento di politiche attive che proprio in questi giorni ha visto l’adesione a livello internazionale di importantissimi gruppi. Ci auguriamo che in iniziative come questa si riprenda il cammino della condivisione e della partecipazione dell’implementazione della Carta.
Cosa ci dice a riguardo del Piano Italia 2020 per l’occupabilità femminile?
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