BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

POSTO FISSO/ Il sindacalista: Monti, ai giovani oggi serve un "percorso"

InfophotoInfophoto

Il primo fatto è che una persona nella vita lavorativa deve ormai rimettersi sempre in gioco, deve saper affrontare i cambiamenti che vengono dallo sviluppo vertiginoso della tecnologia e dai mutamenti dell’organizzazione del lavoro. Il secondo fatto, di conseguenza, è che la necessità di formazione, la spinta formativa, a questo punto, non finisce mai, continua per tutta la vita. Il terzo fatto è che l’accompagnamento al lavoro della persona deve essere costituito da una politica attiva e da una passiva.

 

In termini più chiari che cosa significa tutto questo?

 

Immaginiamo la vecchia Cassa integrazione. Nel periodo in cui un lavoratore fosse in Cassa integrazione dovrebbe usare quel periodo con questa attività formativa. Oggi si parla di ammortizzatori sociali e ci si preoccupa giustamente di come recuperare i soldi per simili attività. Qui il problema si affronta ricorrendo da un lato al Welfare nazionale e dall’altro al Welfare aziendale.

 

Con l’accordo di giugno, poi ribadito a settembre, il Welfare aziendale, in base all’articolo 8 dell’accordo, dovrebbe entrare in funzione con il cosiddetto contratto di secondo livello, con la spinta al contratto aziendale.

 

Sì, l’accordo c’è , ma non so se c’è veramente l’assenso finale. Mi pare che sia la Cgil, sia Confindustria siano piuttosto vaghi su questo punto.

 

E allora?

 

Si possono potenziare alcuni istituti contrattuali. L’apprendistato, ad esempio, che lega il contratto di lavoro all’attività formativa. Poi c’è tutto il campo vastissimo del lavoro atipico. Qui non si deve usare il metodo dei costi concorrenziali. Bisogna ribadire che il costo di lavoro è uguale per tutti i contratti.

 

Mi scusi se la coinvolgo in qualche considerazione più ampia. Non le sembra che in una crisi come quella che stiamo vivendo, il lavoro deve rientrare al centro dei problemi? Una volta si parlava di imparare un mestiere, fatto forse superato, ma oggi si parla solo di spread, di sistema finanziario mondiale, di deficit e di debito. Ma l’unica vera ricchezza la produce sempre il lavoro?