BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

POSTO FISSO/ Il sindacalista: Monti, ai giovani oggi serve un "percorso"

Le dichiarazioni del Premier Mario Monti sul posto fisso di lavoro hanno sollevato un polverone. Il commento di IVAN GUIZZARDI, Segretario generale della Felsa-Cisl

InfophotoInfophoto

È vero che esiste un’antica consuetudine inglese che riguarda i docenti universitari di Oxford e di Cambridge: a una certa età possono dire, magari anche a Hyde Park, qualsiasi cosa in libertà, senza che gliene si debba rendere conto. Ma in Italia, società piuttosto attempata, questa consuetudine non esiste e i nostri professori, anche quando hanno incarichi di governo prestigiosi, fanno affermazioni che possono apparire avventate o per meglio dire un pochino “sopra le righe”. Il nuovo presidente del Consiglio Mario Monti, eccellente professore di economia, forse non calibrando bene il suo tasso di ironia, ha detto rivolgendosi ai giovani che un unico lavoro per tutta la vita è noioso. Qualche anno fa Tomaso Padoa Schioppa, che era un altro eccellente docente e tecnico competente, aveva detto che è bello pagare le tasse. Vale in questo caso il vecchio broccardo latino: “De gustibus non est disputandum”. Ivan Guizzardi è invece un saggio sindacalista della Cisl, per l’esattezza è il segretario generale della Felsa Cisl, che si occupa dei lavoratori che hanno contratti atipici, dall’interinale a quello a progetto e via dicendo. È una vita che Guizzardi è a contatto con il mondo del lavoro e dei lavoratori, ma non è di certo un conservatore, sa benissimo che il lavoro è cambiato e alcuni lavori non esistono più.

Allora, Guizzardi, che cosa ne pensa della battuta di Mario Monti?

D’acchito, come sindacalista, mi viene voglia di rispondere con un’altra battuta: meglio fare un lavoro unico per tutta la vita, piuttosto che non avere lavoro. Ma è solo una battuta, che non alleggerisce di certo i problemi attuali.

Forse è meglio evitare, per tutti, in momenti come questi di ripetere le frasi alla Catalano di “Quelli della notte”. E allora parliamo invece, come dice lei, di problemi seri.

È evidente che il lavoro, la vita di un lavoratore è diventata un percorso. Non si può più ridurre il lavoro a un posto. Direi di più: non si può nemmeno puntare su una professione, ma bisogna ormai investire sulla persona che ha di fronte a sé continui e rapidi cambiamenti. Questo comporta una serie di problematiche nuove che non si possono banalizzare oppure affrontare con una battuta riuscita male, con la noia del posto unico. È vero che il posto per tutta una vita non esiste più, che il lavoro cambia continuamente e che alcuni lavori non esistono nemmeno più. Forse la battuta di Monti nascondeva questa realtà lapalissiana.

Quali sono le problematiche a cui si riferiva?