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PROPOSTA/ Santini (Cisl): ecco "l’uovo di Colombo" per far felici Monti e Camusso

Il tavolo tra governo e parti sociali (Infophoto) Il tavolo tra governo e parti sociali (Infophoto)

Non so dirlo con certezza, ma penso di sì, perché si tratta di una proposta di buon senso: non si toglie nulla a nessuno, ma si fa funzionare meglio uno strumento di tutela. Anzi, nel caso di licenziamenti individuali per motivi oggettivi, la tutela viene allargata. Attualmente, infatti, un singolo lavoratore ha solo la chance di ricorrere al giudice, ma se perde la causa non ha niente in mano. Con la procedura di legge avrebbe invece un’indennità di mobilità, oltre alla verifica della sussistenza della “ragione economica” dell’azienda. È difficile pensare quindi che questa proposta possa essere respinta.

 

In questi giorni sta emergendo un’ipotesi per favorire la Cgil: una riforma del mercato del lavoro in due fasi, con un accordo iniziale con il Governo che lasci fuori l’articolo 18. Può essere una soluzione per evitare spaccature e non allungare i tempi?

 

Mi pare un’ipotesi molto improbabile. Piuttosto è meglio fissare una gerarchia di priorità tra i temi sul tavolo: prima l’occupazione, poi la flessibilità, il cui utilizzo deve costare di più, quindi la riforma degli ammortizzatori sociali e, per ultimo, l’articolo 18. Ma si tratterebbe di mantenere un’unica “fase”, senza alcuna divisione in due tempi.

 

Lei all’inizio segnalava il fatto che sull’articolo 18 si sta concentrando troppa attenzione, a discapito degli altri temi che state affrontando con il Governo. Leggendo anche la stampa internazionale, sembra esserci però una certa pressione dall’estero affinché si riformi questa norma.

 

Ho notato anch’io, ma penso che a livello internazionale registrino anche quello che diciamo noi in Italia. In questo senso, come dicevo prima, dobbiamo sgombrare il campo dagli equivoci: conoscendo il mercato del lavoro dall’interno, non posso dire che l’articolo 18 non abbia un peso, ma in realtà è molto inferiore a quello che si dice.

 

(Lorenzo Torrisi)

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COMMENTI
14/02/2012 - abrogazione art. 18 e licenziamento donne incinte (Andrea Sonego)

Il mio timore è che, se già oggi una donna incinta viene facilmente licenziata, maggiore rischio si avrà con l'abrogazione dell'art. 18. Bisogna salvaguardare ad ogni costo dal licenziamento, anche per motivi economici oggettivi dell'azienda, le donne incinte che effettivamente portano a termine la gravidanza e le madri di piccoli fino ad almeno 3 anni di età