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IL CASO/ Così Fiom e Marchionne "boicottano" la riforma del lavoro

Uno dei manifestanti della Fiom (Infophoto) Uno dei manifestanti della Fiom (Infophoto)

Includere chi ora è escluso anche attraverso la progettazione e la definizione di nuovi percorsi di inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro a partire dalla valorizzazione dell’apprendistato e, appunto, del contratto di inserimento sono la prima parte della risposta. Il Testo unico sull’apprendistato, frutto di condivisione e intesa da parte di Regioni, parti sociali e Governo, può rappresentare una buona pratica e un punto di partenza. Sta ora a tutti gli attori coinvolti recitare responsabilmente, e per quanto di loro competenza, il loro ruolo.

L’altra emergenza è certamente quella di individuare gli strumenti con i quali gestire gli effetti della crisi economica e, allo stesso, gettare le basi per una ridefinizione del sistema delle tutele e degli ammortizzatori sociali estendendoli anche a chi oggi non può accedervi. L’esperienza degli scorsi anni ci fornisce alcuni importanti lezioni. La cassa integrazione, anche e soprattutto quella in deroga, ha vissuto una seconda giovinezza dimostrando la sua efficacia anche in termini di sostenibilità e coesione sociale. Il modello danese della flexicurity adattato alla realtà italiana avrebbe dato i medesimi risultati?

Gli stessi sindacati confederali sembrano dubitarne. Si aggiunge a questo un risvolto legato alle risorse e alla sostenibilità economica di un sistema così delineato in un momento di difficoltà per il bilancio pubblico. La soluzione individuata dal Libro Bianco sulla società attiva di Maurizio Sacconi, che prevedeva un coinvolgimento proattivo delle parti sociali attraverso il sistema della bilateralità, merita certamente di essere valutata e non pregiudizialmente abbandonata.

È su queste sfide, infatti, e non sulla difesa di simboli che probabilmente sono da consegnare alla storia, che si misura oggi la capacità e il protagonismo di una moderna forza sindacale.

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COMMENTI
16/03/2012 - chi boicotta chi (francesco oglialoro)

Sintetizzando il caso FIAT, 3 lavoratori accusati di boicottaggio vengono licenziati,fanno causa dimostrando le loro ragioni vincono la causa anzi ne vincono 2 o 3 ciò nonostante FIAT si rifiuta di rispettare le sentenze (leggi dello STATO)a proposito di lotte ideologiche.Continuo a non comprendere l"attacco al"art 18 se non come una via per rendere i lavoratori e i cittadini dei sudditi alle dipendenze dei potenti di turno.La manifestazione a Roma della F.I.O.M rappresenta anche l"evidente distacco tra i Nominati e il popolo. Rifarsi alla memoria di Biagi e delle sue convinzioni sulle riforme utili al paese(le quali dissento)credo sia una mossa strumentale.Il terrorismo è stato sconfitto,credo e spero definitivamente,con il contributo di tutta la società pulita compreso il sindacato tutto!,fare intendere diversamente è un modo per alimentare tensioni sociali e far passare controriforme ingiuste e dannose.