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PENSIONI/ L'appello degli esodati: Cara Fornero, bastano 34 milioni per "salvarci"

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Io sarei dovuto andare in pensione nel febbraio 2016. Ora ci andrò, invece, a dicembre del 2020; uno slittamento di 4 anni e 8 mesi, nei quali non avrò né salario né pensione.  E, a 58 anni, dove lo trovo un altro lavoro?

Quanti siete?

Abbiamo calcolato che, al 6 dicembre, gli esodati erano 4700. Per 2700 di questi, sono state introdotte delle deroghe che consentono di mantenere i requisiti previsti dal regime precedente.

Solo 2000, dunque?

Spesso si fa confusione: frequentemente si evoca un numero attorno ai 60mila. Ma, in tale cifra, si è soliti far figurare anche categorie lavorative diverse dagli esodati, come i mobilitati, i lavoratori in cassa integrazione o quelli licenziati.

Cosa chiedete?

Che chi ha sottoscritto un accordo ufficiale possa accedere al trattamento pensionistico secondo i criteri precedenti. Attraverso una deroga, quindi. Non vedo altra soluzione per sanare l’ingiustizia che si è venuta a determinare. Nel caso in cui, invece, mancassero i crismi dell’ufficialità sarebbe necessario verificare caso per caso individuando quelli che, effettivamente, hanno sottoscritto un accordo con la propria azienda, pur senza i criteri previsti dall’attuale disciplina per rispettare i quali occorre l’oggettività e l’assoluta identificabilità dell’intesa, oltre al coinvolgimento in essa delle Rsa, dei sindacati nazionali e del ministero del Lavoro.

Perché non è stata trovata la copertura?

Vedo un’estrema rigidità da parte del governo, come se “salvare” gli esodati mettesse in discussione tutta la riforma delle pensioni. Eppure, sarebbero sufficienti 34 milioni euro, 8,5 milioni all'anno per 4 anni. Spero che la partita venga riaperta il prima possibile, possibilmente già nel dibattito in corso sulla riforma del mercato del lavoro. 

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