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Lavoro

RIFORMA DEL LAVORO/ Scontro Fornero-sindacati sulla mobilità

I sindacati non approvano la proposta del governo sugli ammortizzatori sociali e la mobilità. Non sarebbero garantite tutte le fasce dei lavoratori che ne hanno bisogno

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E' scontro tra il ministro del Welfare e il segretario della Cgil Camusso. Ieri il ministro Fornero si era incontrata con i rappresentanti delle parti sociali, a tema la riforma del mercato del lavoro. Una riforma che il governo chiede venga approvata al più presto, entro una settimana al massimo. Dopo l'incontro, le critiche da parte dei sindacati non sono mancate, ad esempio sull'argomento degli ammortizzatori sociali. Il segretario della Cisl al proposito aveva detto che se l'esecutivo non avesse rivisto la propria posizione, cioè quella sulla mobilità, il tavolo di discussione sarebbe inevitabilmente saltato. Da parte sua Susanna Camusso aveva parlato di passo indietro del governo. Sussidio di disoccupazione per tutti i lavoratori, riforma universalistica degli ammortizzatori sociali: ecco cosa chiede la Cgil. Il governo invece non allarga la sua proposta, dice il segretario, e non prevede indennità per tutti quei lavoratori che oggi non ne hanno diritto riducendo la copertura a chi invece ce l'ha. Una riforma, in sostanza, che non rappresenta una tutela ma una riduzione della tutela esistente. Elsa Fornero, intervenendo oggi a un convengo alla Farnesina, dice di sperare che l'accordo alla fine tra le parti sociali e il governo ci possa essere. "L'entità dei cambiamenti è tanta e, quindi, posso capire che l'interpretazione di primo acchitto sia uno shock" ha detto. Si tratta di una buona riforma, ha aggiunto, e non capisce perché il sindacato possa non trovarla una riforma che vuole l'inclusione e l'universalità degli ammortizzatori. Non è disponibile a discutere, ha spiegato, soltanto su maggiori richieste di soldi anche se si impegna a fare il possibile per trovarne di più, risorse più adeguate. Fornero dice anche che le avrebbe fatto piacere sentire piuttosto dai sindacati una parola di apprezzamento per l'impegno preso dal governo sul tema. A proposito della scadenza (una settimana, al massimo dieci giorni) per la conclusione della riforma, Camusso ha poi detto che il fatto che si sia decisa una data non vuol dire che tutto quello che viene proposto debba essere accolto e approvato. Nel dibattito in corso è intervenuto Oliviero Diliberto segretario di Pdci-federazione della sinistra.