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PENSIONI/ Cazzola: esodati e fondo di solidarietà? Il trucco, questa volta, non riesce

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Il conflitto sociale potrebbe, infine, deflagrare, se l’esecutivo calcasse la mano anche sull’articolo 18.  «Non credo - replica Cazzola -. Un conto è la riforma delle pensioni, che colpisce e riguarda tutti. Altra questione, la riforma dei licenziamenti. Una persona, normalmente, non si immagina mica di essere licenziata. È un’ipotesi psicologicamente ed emotivamente distante». Sì, ma se un giovane, di certo, non perde il sonno pensando all’articolo 18, non è escluso che le mobilitazioni dei sindacati potrebbero alimentare la tensione. «Certo i sindacati indiranno degli scioperi. Ma bisognerà vedere se questi riusciranno. L’ultimo della Fiom, ad esempio, è stato un buco nell’acqua. C’è da dire, inoltre, che i sindacati spesso riempiono le piazze perché diventano gli ospiti di tutte le altre forme di protesta. Per loro, tuttavia, è sempre più difficile scioperare perché la stessa gente si rende conto del fatto che alcune manovre non sono procrastinabili». 

 

(Paolo Nessi

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COMMENTI
15/03/2012 - ossessioni insonni (francesco oglialoro)

Non comprendo questo accanimento ossessivo contro l"art 18 che toglie loro si il sonno,dato che ad ogni occasione finiscono sempre li. Credo che l"Italia abbia problemi economici e finanziari da affrontare e non ossessionarsi contro l"art 18 che tutela la dignità dei lavoratori e contribuisce a rendere la società più civile.La manifestazione della F.I.O.M (o di qualsiasi sindacato)per chi vi aderisce comporta una perdita di salario che paragonato al resto d"EUROPA è molto,e comunque sostenere che è stato un flop per coerenza dovrebbe dimostrare che egli ne fa o ne a fatti di migliori.La riforma delle pensioni è passata senza particolari problemi anche perchè il popolo (nonostante tutto) è CIVILE e paziente,aspetta la tanto decantata equità che ancora non vedono dato che troppi privilegi ancora resistono(POLITICI in primis).

 
14/03/2012 - E ' solo tattica...... (Mariano Belli)

Si vuole solo tenere ancora un pò buona la gente per aver tempo di finire il lavoro sporco....dopodichè, sarà impossibile tornare indietro. Ma come si può pensare che vi sia gente che creda che tutto questo can-can montato da banche e loro servitori intorno all'art.18 sia per gioco? Che credano che il termine edulcorato "flessibilità in uscita" sia una pura astrazione? Gli italiani a volte sono ingenui, ma non fino a questo punto : io conosco solo gente preoccupata e arrabbiata perchè ben conscia di cosa significhi la fine delle tutele previste dall'art.18. IMU alle stelle, benzina pure, pensioni negate o al ribasso, netta riduzione delle indennità di disoccupazione/mobilità, e infine licenziamenti di massa...il risultato non potrà che essere un'esplosione sociale accompagnata da un crollo verticale del Pil. Mi spiace essere profeta di sventura, anche se non è una sventura quello che ci accadrà, ma il frutto maligno di un piano preordinato....