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RIFORMA DEL LAVORO/ Pagni (Repubblica): l’accordo governo-sindacati si farà. Vi spiego perché

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Adesso se ne parla tanto, ma se ricorda fino a poco tempo fa si discuteva molto del modello danese, per il quale però sono necessarie più risorse.

Di cosa si tratta?

In Danimarca ci sono 15 mesi di sussidi di disoccupazione e un corso obbligatorio di orientamento, con tanto di attestato di frequenza per poter ricevere il sussidio. Ci sono giovani che, se si accorgono di non avere grandi possibilità all’interno di un’azienda o che la loro carriera per un motivo o per un altro si è infilata in un vicolo cieco, semplicemente si licenziano. Questo perché contemporaneamente vengono a sapere che ci sono nuovi corsi di aggiornamento che per loro possono rivelarsi particolarmente utili, e li frequentano. Ovviamente in Danimarca questo meccanismo è consolidato da anni, e anche la popolazione è minore, ma si tratta di un modello molto più mobile dove i lavoratori non si ritrovano mai da soli, sia quelli giovani che gli over 50, che come sappiamo hanno grandi difficoltà a reinserirsi nel mercato del lavoro.

Prima mi ha detto che secondo lei prima o poi l’accordo arriverà. Come fa ad essere così convinto?

Sono assolutamente convinto che questo accordo si farà, ed è davvero importante per due o tre generazioni di giovani che rischiano di perdersi totalmente, sia come ascensione sociale sia come possibilità di dare un futuro alle proprie famiglie e ai propri figli. L’accordo si farà anche perché è necessario far capire a queste nuove generazioni che esiste la possibilità di avere un futuro professionale. L’accordo quindi si farà a prescindere, e si potrà anche contestare, scrivendo sui giornali o scendendo in piazza, e potrà sempre essere migliorato, ma deve essere un traguardo fondamentale in vista delle prossime sfide non solo dei giovani appena entrati nel mondo del lavoro, ma anche per quelli futuri.

 

(Claudio Perlini)     

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