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PENSIONI/ Esodati. Moffa: il 30 giugno è un ultimatum anche per la Fornero

Gli esodati sono tanti, troppi rispetto alle risorse previste dal governo. Elsa Fornero ha promesso un decreto ad hoc entro il 30 giugno. Il commento di SILVANO MOFFA

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Gli esodati sono tanti, troppi rispetto alle risorse messe in campo dal governo. Il confronto con le parti sociali continua verso un accordo che sembra non arrivare mai, e il maggior punto di attrito, almeno in questi giorni, sembra proprio quello delle risorse. Il decreto “Salva Italia” prevedeva infatti una dotazione finanziaria destinata a coprire circa 50 mila esodati, cioè quei lavoratori che, attraverso un accordo con l’azienda, si sono licenziati su base volontaria in cambio della garanzia che presto sarebbero andati in pensione. La riforma, che modifica il calendario pensionistico, rischia ora di far restare senza pensione né lavoro non 50 mila persone ma, secondo calcoli ancora non ufficialmente confermati condotti in queste settimane dall’Inps, oltre 350 mila. Un numero che mai potrà rivelarsi compatibile con le risorse disposte dal governo per garantire i vecchi requisiti della pensione a questi lavoratori.

Il ministro del Lavoro Elsa Fornero, intervenuta in collegamento video a un convegno dedicato alla riforma del sistema pensionistico, ha confermato che "il numero di queste persone è maggiore di quello preventivato. Ora dobbiamo lavorare con criteri finanziari e ispirati all'equità per non penalizzare i più deboli".  Dal ministro è arrivata poi una promessa: "Chiedo ancora un po' di pazienza, fino al 30 giugno", giorno entro in cui è previsto un decreto risolutivo per la spinosa questione degli esodati. A tal proposito, IlSussidiario.net ha contattato Silvano Moffa, presidente della commissione Lavoro della Camera, secondo cui «è importante che il governo abbia finalmente individuato un percorso per dare una risposta concreta a un problema che in verità doveva già essere stato affrontato da almeno qualche mese. Mi auguro che il monitoraggio che è stato in qualche modo anticipato per individuare la platea di riferimento sia rapido e immediato, perché siamo di fronte a una situazione di assoluta iniquità a cui bisogna assolutamente mettere riparo».

Riguardo la scadenza del 30 giugno annunciata del ministro Fornero, Moffa si augura «che i tempi siano assolutamente rispettati, perché ormai i problemi riguardo questo tema si trascinano da troppo tempo, da quando cioè è stata fatta la riforma pensionistica. In sede di Commissione parlamentare abbiamo più volte sollevato il problema , lo abbiamo riportato in Aula e abbiamo sottoscritto documenti firmati da tutte le forze politiche, ed è quindi evidente che l’annuncio del ministro Fornero va nella direzione auspicata. Se il ministro ha annunciato il 30 giugno come termine entro il quale risolvere il problema, non vedo perché non debba essere così, ma mi auguro che davvero questa volta si passi dalle intenzioni alle effettive risoluzioni».