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ARTICOLO 18/ Landini (Fiom): E' follia abolirlo, è già sciopero a Torino

A Torino i lavoratori sono già scesi per le strade bloccando l'aeroporto di Caselle. La Fiom dichiara guerra al governo dopo le nuove norme sull'articolo 18

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La Fiom, nelle parole del suo sgretolio Maurizio Landini giudica una follia abolire l'articolo 18 e promette una dura battaglia per contestare e contrastare la decisione del governo. Cancellare l'articolo che regola i licenziamenti, ha detto ancora Landini, non serve a ridurre il fenomeno del precariato come invece sostiene il governo, non estende gli ammortizzatori soclia, ma fa una sola cosa: rendere più facili i licenziamenti. parole dure, che concordano con quanto ha detto in precedenza il segretario della Cgil Susanna Camusso nel motivare il suo no deciso a quanto proposto dall'esecutivo in materia dopo gironi di lunghe e infruttuose discussioni. Per Landini, inoltre senza articolo 18 ci si trova davanti a licenziamenti senza giusta causa in cui il datore di lavoro pagando un po' di soldi "ha risolto il problema e questo viola i principi costituzionali". Landini va giù pesante anche parlando della riforma del lavoro in senso generale: una riforma, ha detto, che non riduce le 46 forme di precariato e non estende gli ammortizzatori sociali a chi non ne ha. Per tutto questo, la Fiom lancia la battaglia. Quasi un migliaio di lavoratori dell'Alessia di Caselle sono uscite questa mattina dallo stabilimento e stanno bloccando l'aeroporto. Secondo il segretario torinese della Fiom, "E' importante un'iniziativa come quella di oggi tanto più dopo l'esito negativo dell'incontro di ieri con il Governo e tanto più perché è stata promossa in modo unitario dai sindacati". C'è dunque unità fra le tre sigle sindacali contro la decisione del governo Monti. In realtà il segretario della Cisl aveva ieri notte dimostrato grande soddisfazione per la conclusione della trattativa dichiarandola un compromesso onorevole. Con il nuovo provvedimento, ha detto Bonanni, si rafforza il potere die lavoratori su abusi e discriminazioni nel caso di aziende con meno di quindici dipendenti:  "Sl giudice si dirà che dovrà utilizzare le norme contrattuali, che i sindacati liberamente costruiscono con le imprese". Dal punto di vista politico, Bersani appare in chiara difficoltà. Si è detto molto contrariato per la decisione del governo di proseguire sulla linea intrapresa senza il consenso sindacar, uno strappo che non piace per niente. Ma il vice segretario