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RIFORMA LAVORO/ Aspi e ammortizzatori sociali. L'esperto: vi spiego cosa cambia per disoccupati e imprese

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«Il fondo di solidarietà per i lavoratori più anziani è un intervento inevitabile - ci spiega Massagli -. Da una parte il governo dichiara che sarà più facile terminare un rapporto di lavoro, e dall’altra prende atto che la riforma delle pensioni ha di fatto schiacciato molti lavoratori, quindi doveva per forza dare un segnale di sostegno nei confronti degli over 50. Essenzialmente la logica di questa decisione è guidata dal fatto che non si poteva far pesare questa nuova norma ancora su di loro, che hanno già pagato la riforma delle pensioni. Questo comporterà certamente nuove spese per le imprese, che devono comunque affrontare i tanti problemi che ormai conosciamo».

Parliamo successivamente di cassa integrazione, ordinaria e straordinaria: la prima, ci dice Emanuele Massagli, «resta in vigore», mentre la seconda «è mantenuta ma non per le imprese in fallimento o per cessazione attività. Senza dubbio si tratta di un intervento giusto, perché è inutile dare una cassa integrazione con la logica di congelare il posto di lavoro e di mantenere il reddito, in vista di una ripresa dell’attività che già si sa non avverrà mai. E’ quindi più logico far intervenire una forma di ammortizzatore sociale diversa, ma che non sia finalizzata al mantenimento del posto di lavoro».

 

(Claudio Perlini) 

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