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NUOVO ARTICOLO 18/ Il walzer degli equivoci

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Nonostante ciò e nonostante la riforma proposta non sembri essere sovversiva dell’attuale sistema di garanzie, ancora una volta la “questione articolo 18” diventa baluardo di difesa da parte del sindacato conflittuale. Ciò ha ostacolato un’intesa di quadro che prevede misure sostanziali che vanno ben oltre la mera reintegra, peraltro di fatto scarsamente utilizzata dai lavoratori, che mirano a rendere il mercato del lavoro italiano più competitivo e in linea con gli ordinamenti europei a noi più vicini.

Si pensi alle nuove proposte sui contratti, al rafforzamento per esempio del contratto a tempo determinato e dell’apprendistato, al nuovo sistema di ammortizzatori sociali, alla cassa integrazione a all’Aspi (la nuova assicurazione sociale per l’impiego), al fondo solidarietà per lavoratori anziani: forse un’occasione mancata per ritrovare la possibile unità, anche sindacale, che nelle ultime settimane si era ventilata. Ma la riforma va avanti, sarà il Parlamento a decidere.

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COMMENTI
23/03/2012 - Correzione: la nuova norma x tutti i licenziamenti (Mariano Belli)

Con riferimento all'articolo, va detto che va corretta una parte, in quanto la possibilità di licenziare senza reintegro viene ora estesa anche ai licenziamenti collettivi, non solo a quelli individuali come detto nell'articolo (max 4 persone per provincia nell'arco dei 120 giorni). Una cosa inaudita e inaccettabile : un'azienda potrà fare licenziamenti di massa dall'oggi al domani (e, vedrete, toccherà anche agli statali....la strategia governativa è chiara, procedere a fari spenti fino a che sarà troppo tardi per la reazione popolare)

 
23/03/2012 - Dignità smarrita (Mariano Belli)

Rispondo al famoso lettore cui piace dare lezioni di morale, che oggi come oggi licenziare una persona significa ucciderla. L'unica cosa che a lei riesce di proporre è il mors tua vita mea......questo è il suo sistema, ma non il mio! Io sono per tenere al lavoro l'anziano ed assumere i giovani, sono per ristabilire la sovranità monetaria e cacciare il governo dei banchieri come hanno fatto in Islanda, sono per rilanciare l'economia con gli investimenti pubblici, per stampare moneta per pagare il debito come fa il Giappone, per abbassare le tasse e vedrete come ritornano ad investire i privati....purtroppo le(vi) hanno messo in mente un sacco di fandonie, vi hanno fatto credere che la purga a vita è l'unica soluzione...svegliatevi, e riprendetevi la vostra dignità!!!!!

 
22/03/2012 - Una domanda (Giuseppe Crippa)

Mi piacerebbe chiedere al lettore anonimo che non hai fatto uno sciopero (cioè che si è sempre servito delle lotte degli altri) se accetterebbe una legge che consentisse alla sua azienda un licenziamento per motivi economici a fronte dell'assunzione di uno (o due o cinque, dieci – metta lui il numero) giovani. Non si disturbi a scriverlo: mi immagino già la risposta.

 
22/03/2012 - Barricaderos (giuseppe sghirlanzoni)

Mi stupisce che non siano le associazioni datoriali delle Piccole e Medie Imprese a fare la barricate, visto che questa riforma per soddisfare le richieste di 4 o 5 grandi gruppi, che dopo il caso Melfi hanno iniziato una pur condivisibile campagna contro la reintegra obbligaotria dei lavoratori, raddoppia i costi dei licenziamenti per il 99,9999% delle imprese italiane, che notoriamente sono abbondamente sotto la soglia dei 15 dipendenti. E' incredibile che la CGIL si opponga, visto che questa riforma estende a tutti l'articolo 18 e praticamente non toglie nessuna delle garanzie del sistema attualmente in vigore.

 
22/03/2012 - Non si calpesta la dignità delle persone (Mariano Belli)

C'è qualche professore, dei tanti in giro, che è in grado di spiegare come mai queste liberalizzazioni dei licenziamenti vengono applicate solo ai lavoratori del settore privato e non a quelli del settore pubblico? (almeno per ora....) Volevano, a chiacchiere, eliminare la discriminazione tra "ipertutelati" e non tutelati, e questa come si chiama? Mi sembra ci siano più discriminazioni di prima, oltretutto i precari saranno ancora più precari, perchè saranno allontanati prima di essere assunti... Infine, ma che giustizia è se un datore caccia un lavoratore con la scusa di un finto problema economico, e quest'ultimo, pur avendo ragione, dovrà accontentarsi di un risarcimento irrisorio rispetto all'entità del danno causatogli? Io penso che giocare così con la vita delle persone, arrivando a calpestarne la dignità, porterà a reazioni molto brutte nel breve, e nel medio-lungo a una rivoluzione sociale di tale portata che i burocrati al potere manco si sognano. Ve lo dice uno che non ha mai fatto uno sciopero!

 
22/03/2012 - Un dubbio. (Matteo Taglietti)

MA cosa succede se il licenziamento per motivi economici è giustificato? Mi pare di capire che al lavoratore non spetti nulla se non la liquidazione