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NUOVO ARTICOLO 18/ L'esperto: licenziamenti più facili? Non è l'unico "boomerang" della riforma...

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«La vera “forza” dell’articolo 18 sta nel deterrente, - commenta Nicolini - ed è quindi una forza che non si misura con il numero delle cause in tribunale che avvengono in un anno. Mi spiego meglio: un imprenditore, davanti alla tutela che l’articolo 18 offre al lavoratore, probabilmente deciderà di non licenziare. Se questa tutela invece non dovesse esistere più, ecco che deciderà di fare a meno del dipendente, ma il numero di cause in tribunale non è un modo per misurarne l’efficacia. C’è poi un altro aspetto che nessuno ha ancora evidenziato: l’articolo 18 segna la separazione tra due regimi che sono molto importanti nel diritto del lavoro, in materia di prescrizione: i crediti del lavoratore si prescrivono in 5 anni, e se il lavoratore è tutelato dall’articolo 18, questi 5 anni decorrono dalla scadenza della singola mensilità di retribuzione. Ma se invece il lavoratore non è tutelato, i crediti non gli si prescrivono mai per tutto il corso del rapporto del lavoro. Inoltre, avere l’articolo 18 significa non avere quasi mai vertenze su questioni retributive che vanno oltre i 5 anni, mentre il dipendente del piccolo imprenditore che non si vede applicato l’articolo 18 può aprire una vertenza su differenze retributive anche per sempre». «I maggiori elementi della riforma che mi lasciano realmente perplesso - conclude Nicolini - sono senza dubbio la separazione verticale tra motivo oggettivo e soggettivo, e l’omologazione tra piccole e grandi imprese, tutti aspetti su cui certamente si dovrà trovare una soluzione».

 

(Claudio Perlini)     

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COMMENTI
23/03/2012 - art 18 considerazioni mancanti (francesco oglialoro)

Sono certamente indispensabili le considerazioni sull'applicabilità di una legge per far si che questa funzioni coerentemente e compatibilmente con la Costituzione Italiana,ciò che manca sono le considerazioni e gli effetti sulla società, non solo l'ingorgo delle procure (inevitabili)ma anche gli effetti sulle famiglie dei nuovi disoccupati,il disincentivo a trovare accordi in fabbrica,il rischio (inevitabile)dell'esplosione del lavoro nero. Credo che l'art 18 vada incontro a tali problemi anzi la sua estensione a tutti i lavoratori sia utile al paese,ritengo infatti che il senso dello Stato e di civiltà passi anche attraverso l'art 18,che salvaguarda la dignità dei lavoratori e dei cittadini (non sudditi).