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Lavoro

NUOVO ARTICOLO 18/ Licenziamenti economici. L'esperto: vi spiego cosa prevede la riforma

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I licenziamenti vengono fatti sulla base di ragioni oggettive o presunte tali. Si può contestare tale licenziamento, però non è serio dire che il datore di lavoro licenzia perché gli va. Non mi sembra sia ragionevole dire che se si toglie il reintegro allora parte una ondata di licenziamenti. 

C'è chi dice che però la nuova norma provocherà un'impennata delle cause di lavoro, perché dietro al licenziamento economico adesso si può nascondere il licenziamento per motivi discriminatori senza possibilità di reintegro.

Si dice questo, cioè che se manca il giustificato motivo si potrebbe mascherare il licenziamento discriminatorio con un licenziamento economico. Certo, potrebbe essere possibile come potrebbe essere già possibile oggi, però oggettivamente non mi sembra essere una ipotesi di ampia utilizzazione. 

Come mai? 

Per vari motivi. Da un lato si rimane soggetti a un controllo giudiziale tanto che se i motivi del licenziamento fossero tendenziosi il giudice lo attesta. È difficile mascherare una volontà discriminatoria legata a una sola volontà di pregiudizio al lavoratore per ragioni sindacali, politiche, religiose o le altre ragioni discriminatorie, come un motivo economico. Peraltro un rischio che forse si corre già adesso. 

Infatti, il rischio c'è come peraltro c'è già adesso. 

Francamente non ritengo questa una ragione adeguata per non intervenire sull'articolo 18 e direi che i giudici hanno le possibilità di fare le loro verifiche.

Il governo ha detto che si farà garante in caso di abusi: che significa nel concreto? 

Significa garantire un impegno politico che dorrebbe poi tradursi in atti concreti, in un atto normativo. Vuol dire che il governo terrà conto di questa osservazione nel momento in cui va a stendere il testo della riforma. Non vuol certo dire che il lavoratore si può rivolgere al governo. Il giudice dovrà valutare e intervenire su quello che prevede la legge.

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COMMENTI
28/03/2012 - vi spiego ciò che comporta(secondo me) (francesco oglialoro)

L'ondata di licenziamenti nonostante "l'alto indennizzo"sarà inevitabile perché la crisi economica finanziaria e di lavoro è forte e duratura,l'attuale sistema consente di affrontare il problema con accordi fra le parti senza creare inutili tensioni e ingiustizie.La modifica del'art 18 sui licenziamenti economici è chiarissima,"non c è reintegro".Quando un Giudice emette una sentenza ,credo lo faccia nel rispetto della legge ,e non certo per "abitudine".Dire che un datore di lavoro licenzia perché gli va è certamente poco serio, ma che licenzi quei lavoratori più attivi sindacalmente o indisponibili a rinunciare alla propria dignità come lavoratori e come uomini o quei cinquantenni considerati meno efficienti e più costosi(scatti di anzianità,13^mensilità,t.f.r,contributi)di un 20^ e precario è certo.I ricorsi dal Giudice subiranno certamente un'impennata, il caso f.i.a.t non è altro che la testa d'ariete per aprire la strada a livello Nazionale.Che il governo si faccia garante contro gli abusi non rassicura perché se un governo ostile ai ceti più poveri di qui pensionati e lavoratori allora sì che le eventuali norme consentiranno a un datore di lavoro di licenziare perché gli va.