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Lavoro

NUOVO ARTICOLO 18/ Licenziamenti economici, la Cisl cambia idea?

Il fronte sindacale sembra ricompattarsi sui licenziamenti economici: anche la Cisl sarebbe contraria all'attuale disposizione. Il Governo annuncia che non si cambia

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Articolo 18, non c'è pace. Mentre Monti e il ministro Fornero dichiarano che indietro non si torna, pur con i distinguo del caso, e la Cgil ha già annunciato battaglia su tutto il fronte (ieri le prime manifestazioni spontanee di operai) adesso sembra che anche il leader della Cisl abbia cambiato idea. Dopo l'ultimo incontro del tavolo di trattative infatti Bonanni aveva dichiarato di sentirsi soddisfatto dell'accordo raggiunto, un compromesso onorevole aveva detto, che avrebbe garantito maggiormente i lavoratori, adesso il cambio di fronte. Fino a un certo punto in realtà. Quello che non andrebbe bene al segretario Cisl è la norma relativa ai licenziamenti per motivi economici, di cui si teme si possa far uso per licenziamenti indiscriminati vista la nuova norma che li regola. Cioè il solo indennizzo da parte dell'azienda senza il reintegro automatico come succede oggi. Bonanni, scrivendo su Twitter, ha poi detto quanto segue: "Ho chiesto a Monti che se dal processo emergono motivi diversi da quelli economici, cioè abusi, irregolarità nelle procedure o motivi disciplinari, il licenziamento deve essere considerato nullo dal giudice". Immediato è arrivato un commento alquanto acido da parte della Cgil: a quale tavolo si è seduto Bonanni? Monti ha partecipato solo per pochi minuti (al tavolo delle trattative, ndr) poi se n'è andato, quindi Bonanni non ha mai parlato con Monti. Replica la Cisl che Bonanni avrebbe fatto la sua proposta prima dell'incontro stesso. Intanto si segnala anche la posizione della Ugl che si schiera con gli altri due sindacati. Il segretario Centrella fa sapere che cambieranno posizione se per i licenziamenti per motivi economici non verrà previsto anche il reintegro e un tentativo di conciliazione obbligatorio. Come si vede, la confusione è massima. La Cgil da parte sua ha ribadito ancora una volta la propria linea: "L’unico modo per evitare abusi sui licenziamenti è il reintegro nei posti di lavoro, altrimenti confermiamo il fatto che siamo in presenza di un provvedimento teso a rendere i licenziamenti più facili". Da parte dell'esecutivo, si segnala il commento del ministro del welfare che assicura che con le nuove norme non si sta dando alle imprese "licenza di licenziamento". Monti invece alla vigilia del suo viaggio in estremo Oriente fa sapere che il Governo vigilerà che non ci siano abusi da parte delle aziende. La preoccupazione avvertita, ha detto il premier, da parte delle forze sindacali, che possano esserci abusi, sarà seguita personalmente dal Governo che vigilerà per evitare ogni discriminazione. Da Palazzo Chigi comunque l'intenzione di non fare alcuna marcia indietro: sui licenziamenti economici non si cambia: nessuna possibilità di reintegro.