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Lavoro

DDL LAVORO/ 2. Panzeri (ex Cgil): Monti, così puoi "far pace" con la Camusso

Susanna Camusso (Infophoto)Susanna Camusso (Infophoto)

Che ci fu tensione è evidente, ma come è naturale e giusto dire questa tensione non può essere mai utilizzata per dire che abbia aiutato a criminalizzare, perché un conto sono le tensioni dialettiche che si sono avute attorno a questa vicenda, un conto è il barbaro assassinio del Professor Biagi da parte delle BR. Bisogna tener ben distinti questi due piani, altrimenti si rischia semplicemente una strumentalizzazione che non aiuta la ricostruzione storica, né tantomeno il futuro.

 

Qual era la sua posizione rispetto all’Intesa “Milano Lavoro”?

 

Ho sempre avuto un atteggiamento di disponibilità all’ascolto e alla contrattazione nei confronti di quest’innovazione. Tuttavia le modifiche che intervenivano, oggettivamente cominciavano a cambiare l’assetto della contrattazione nazionale perché si introducevano alcune deroghe. E questa non era una disponibilità che io potevo avere: avevo la necessità di confrontarmi all’interno dell’organizzazione e la stragrande maggioranza dell’organizzazione non era favorevole a un’ipotesi di questa natura. Io mi sono attenuto a questo dibattito e a queste conclusioni a cui poi è pervenuta la Cgil.

 

Il dibattito sul lavoro oggi le sembra teso come allora?

 

Siamo in una normale dialettica tra parti sociali e tra opzioni politiche diverse che penso siano anche il sale della democrazia. Del resto non si può immaginare di chiudere l’epoca della concertazione e nello stesso tempo pretendere che siano d’accordo tutti a prescindere.

 

Tuttavia qualche mese fa l’ex Ministro Sacconi ha lanciato un allarme terrorismo…

 

L’atteggiamento del Senatore Sacconi negli anni in cui è stato Ministro mi è sembrato più teso all’escludere che all’includere, mentre invece bisogna avere la pazienza necessaria affinché tutte le parti sociali in modo unitario possano giungere alla definizione di un accordo. Per alcuni tratti mi è sembrato che invece c’è stata nella passata gestione l’idea che non era obbligatorio coinvolgere tutte le organizzazione sindacali. L’atteggiamento del Governo Monti, pur avendo le proprie opinioni, inizialmente sembrava diverso. Mettere d’accordo tutti è certamente una fatica, ma chi vuole governare con il consenso questa fatica deve caricarsela sulle spalle.

 

Marco Biagi diceva che il mercato del lavoro italiano era il peggiore d’Europa. Come vede lei oggi dal suo osservatorio europeo la situazione italiana?


COMMENTI
25/03/2012 - nel merito per favore, basta principi astratti (Emilio Colombo)

chiedo un supporto di informazione qualcuno ha provato a chiedersi se cosa e quanto costerà all'80% delle aziende italiane qs. riforma a prescindere dall'art.18 che non le ha mai riguardate? e lo sbandierato statuto delle imprese? non si diceva che si doveva valutare l'impatto economico delle nuove norme? chi deve farci sapere qs. valutazione? o quali extracosti sono legati alle varie opzioni sul tappeto? e perchè non si devono appicare le stesse regole gli statali oppure sì ? grazie

 
24/03/2012 - fattore educativo (francesco taddei)

può essere che il problema dello stravolgimento delle riforme sia a monte? e cioè: può essere che si debba intervenire sul desiderio di profitto ad ogni costo? o su quello di rinunciare all' efficienza in cambio dello stipendificio di stato? non ho sentito nessuno riguardo a tutto ciò.