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DDL LAVORO/ L’imprenditore di Cantù: la Fornero ci costringe a "scappare" in Svizzera

Elsa Fornero (Infophoto) Elsa Fornero (Infophoto)

Eppure a rispondere a questo bisogno di “inserimento” dovrebbe essere il contratto di apprendistato. «Per me - spiega Colombo - è però inutilizzabile. È vero che potrei prendere giovani laureati fino a 29 anni, ma poi non potrei mandarli in trasferta se non affiancati, dovrebbero seguire dei corsi di formazione e quindi non li avrei a disposizione tutti i giorni. L’apprendistato va bene per strutture più grandi, ma chi è più piccolo come fa?».

A parità di flessibilità, e a parità di stipendio per il lavoratore, la riforma comporta quindi costi che per alcuni, come Colombo, possono diventare insostenibili: «Cosa c’è di peggio che aumentare i costi a un’azienda in un momento come questo in cui i prezzi scendono? Le aziende stanno in piedi se incassano più di quanto spendono. Se i costi salgono e i prezzi scendono come si fa a sopravvivere? Questa riforma ha abbassato per alcuni i costi in uscita sul mercato del lavoro, ma bisogna tenere bassi anche quelli in entrata. Abbiamo un costo del lavoro già alto: bisogna abbassarlo, non alzarlo».

La conclusione di Colombo è amara: «L’impressione è che si voglia distruggere i piccoli. Questo aumento dei costi è un fattore che accompagnato alla crisi farà “selezione” tra le imprese, ed è chiaro che quelle più piccole faranno più fatica a sopravvivere». L’alternativa per poter andare avanti, nel caso, non è poi così lontana. «Conosco casi di aziende - conclude Colombo - che hanno già traslocato in Svizzera. Non vorrei che lo Stato spingesse altre a fare altrettanto».

 

(Lorenzo Torrisi)

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