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INDAGINE/ C’è uno "spread" che fa bene al lavoro

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Si può dire che nel mezzo della crisi sta emergendo una rinnovata “voglia di lavorare” che riequilibra fortemente la “voglia di consumare” su cui si è basato negli ultimi anni il modello di sviluppo delle economie avanzate. Questa rinnovata “centralità del lavoro” che contrassegna, come un brusco risveglio dopo un’ingannevole sogno, la fase contemporanea dell’opulento occidente capitalistico, non annulla la ricerca dell’espressività nel lavoro, ma rivaluta la componente “necessaria” di una risorsa scarsa sul piano quantitativo e qualitativo.

 

Nella gerarchia degli aspetti importanti si vede che la politica occupa l’ultimo posto. Come si può interpretare questo fatto?

 

Il confronto con gli altri paesi coinvolti nell’indagine aiuta, anche in questo caso, a interpretare questo orientamento con più equilibrio: siamo al 20° posto, in media con le tendenze generali, che vedono in testa gli svedesi e in ultima posizione gli sloveni. La scarsa considerazione degli italiani per la politica è una costante dal 1981 al 2009; l’aspetto preoccupante è che nel frattempo è aumentata la sfiducia verso le istituzioni politiche (governo, parlamento, pubblica amministrazione, partiti) e verso l’efficacia della democrazia. L’88% degli intervistati è favorevole alla democrazia rappresentativa, ma quando poi si scende nel dettaglio la situazione si fa più contradditoria.

 

In che senso?

 

Il 41% è infatti favorevole a un governo formato da tecnici non eletti dal popolo (notare che le interviste sono state realizzate prima dell’insediamento del Governo attuale). Lo scontento nei confronti dei partiti politici sale rispetto alla rilevazione del 1999, andando a toccare un non invidiabile 82% . Male anche stampa e sindacati mentre reggono esercito, polizia e Chiesa. In antitesi allo scetticismo verso la politica istituzionale sta l’interesse e il coinvolgimento pratico in forme di partecipazione “diretta” alla vita politica, mediante forme non convenzionali che vanno dalle petizioni, alle manifestazioni di protesta estrema.

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