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PENSIONI/ Milleproroghe. L'esperto: le questioni da risolvere per esodati, usurati e precoci

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«Prima - dice - andavamo in pensione tra i 57 e i 60 anni. Sembra quasi si sia deciso di far scontare oggi i privilegi di un tempo. Con il risultato che le nuove generazioni si accolleranno i costi dei vantaggi di quelle precedenti. Il divario tra giovani e anziani, quindi, si amplierà ulteriormente». Per colmare la frattura, non vi è che una strada: «Occorrerà affidarsi maggiormente ai sistemi pensionistici complementari, ipotizzando un’integrazione con il sistema pubblico che sia più libero di quello attuale. Contemplando, ad esempio, l’ipotesi, già prevista dalla Costituzione, di affidare alle regioni maggiori competenze e libertà in materia previdenziale».

 

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