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DISOCCUPAZIONE/ Proietti (Uil): ecco i "tagli" che aiutano la riforma degli ammortizzatori sociali

Secondo DOMENICO PROIETTI, la riforma delle pensioni, la lotta all’evasione e il taglio ad alcuni capitoli di spesa, consentiranno di risparmiare diversi miliardi di euro

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I fondamentali della nostra economia, si sa, vacillano; se nel quarto trimestre 2011 il Pil è calato dello 0,3% sia nell'eurozona che nell'Ue a 27, in Italia, il decremento è stato dello 0,7% (nel terzo, poi, è stato dello 0,2%). Come se non bastasse, salgono le richieste di cassa integrazione. Secondo i dati dell'Inps, a febbraio le ore di Cig sono ammontate a 82 milioni con un aumento del 49,1% rispetto ai 55 di gennaio e del 16,8% rispetto a febbraio 2011. La cassa in deroga, sempre rispetto a gennaio, si è impennata addirittura del 134%. Dal canto suo, il ministro Fornero, archiviata la riforma delle pensioni di accinge a mettere a punto quella del mercato del lavoro. Dove la rimodulazione degli ammortizzatori farà la parte del leone.

L’idea (del ministro) è quella di «adeguare il sistema e ricondurre, nel contempo, la necessaria flessibilità del lavoro, senza trasformarla in precarietà». Ebbene, che si parli di sussidi alla disoccupazione, formazione permanente, flexicurity o quant’altro, il problema resta sempre lo stesso: affinché la riforma non consista in un uno spostamento di fondi e, di conseguenza, in una modifica nominale delle misure esistenti, servono risorse aggiuntive. Dove recuperarle? «Come già abbiamo fatto presente, si è scelto di falcidiare le pensioni per fare cassa. È possibile, quindi, utilizzare anzitutto parte di quelle risorse, sottratte al sistema previdenziale. Tanto più che, nei prossimi anni, quando la riforma andrà a regime, si determinerà un risparmio di svariate decine di miliardi di euro», afferma, interpellato da ilSussidiario.net, Domenico Proietti, segretario confederale della Uil. «Abbiamo, del resto - aggiunge -, fatto ben più di quanto l’Europa ci chiedesse (il nostro sistema era adeguato ai parametri Ue da anni) tanto che nel 2020 saremo il Paese dove si andrà in pensione più tardi. L’evasione, inoltre, sta dando dei risultati positivi e per il 2012 potrebbe garantire cifre superiori ai 12 miliardi».

Tipicamente, la destinazione d’uso dovrebbe essere stata un’altra: «Questi soldi, in tempi normali, sarebbero dovuti tornare a chi le tasse le ha sempre pagate, attraverso sgravi fiscali. In un momento di emergenza come questo, tuttavia, non è escluso che si possano utilizzare per altri scopi». Il mix di risorse di cassa-lotta all’evasione, secondo Proietti, già di per sé, potrebbe garantire la possibilità di varare riforme quali le suddette. Non dovesse bastare, tuttavia, si potrebbero reperire ingenti capitali da un’altra serie di capitoli.