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Lavoro

CONGEDO PARENTALE/ L'esperta: bene le proposte di Riccardi, ora si pensi al lavoro autonomo

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Con questa proposta, il ministro Riccardi ha pensato anche a quelle famiglie nelle quali non esiste la possibilità di rinunciare a uno stipendio magari già precario e magro per occuparsi dei figli. Quindi mi sembra positivo poter far usufruire del congedo anche ai nonni, un importante segnale nell’ottica di considerare la famiglia come un’entità grande, generosa e accogliente, e non limitata unicamente ai due genitori, perché non è così.

C’è poi la possibilità di  fruizione oraria del congedo parentale.

Mi sembra un’ottima proposta che completa quella avanzata dal ministro Fornero di prevedere per le madri lavoratrici la possibilità di usufruire, al posto del congedo parentale, di voucher per pagare servizi di baby sitting. Sono tutte buone idee, ma se fossimo rimasti alla sola proposta della Fornero saremmo andati, come è sempre accaduto, solo in una sola direzione, in cui il genitore delega la cura dei bambini a terze persone. La proposta di Riccardi invece bilancia questo tipo di proposta, offrendo una vera alternativa, cioè rendere possibile la fruizione del congedo anche ad ore, che potrebbe rappresentare una svolta radicale nel lavoro delle madri.

Concludiamo con la possibilità di scorporare il periodo di degenza ospedaliera dal conteggio del congedo obbligatorio. Cosa ne pensa?

Questa proposta ci riporta a quella realtà che vivono i genitori di bambini nati prematuri, e sostiene le loro esperienze e la loro necessità di dedicarsi comunque al bambino fino a quando ne ha bisogno. Quello di Riccardi è certamente un passo in avanti per quanto riguarda il lavoro dipendente, ma forse quello che ancora manca in tutti i discorsi fatti da Fornero e dallo stesso Riccardi è una considerazione più ampia della realtà del lavoro, che abbracci anche quella del lavoro autonomo. Sono felice che le nuove proposte siano andate finalmente in più direzioni, ma per il futuro sarebbe molto positivo un ulteriore passo verso il riconoscimento delle difficoltà che oggi incontrano i lavoratori autonomi che hanno avuto figli.  

 

(Claudio Perlini)

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