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DDL LAVORO/ D’Alema: impianto positivo. Riduce il precariato

L’ex ministro degli Esteri ed ex premier Massimo D’Alema si è detto convinto del fatto che il Parlamento la approverà, discutendola e correggendola laddove sarà necessario.

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Nel recente passato politico, ha mantenuto un profilo sempre più defilato. Almeno, rispetto a quando era sulla cresta dell’onda e in prima linea su tutti i fronti. Non che si sia ritirato a vita privata. Coltiva importanti rapporti, presenzia a convegni, è pur sempre il capo del Copasir. Sta di fatto che, quando si esprime pubblicamente, le sue dichiarazioni diventano una notizia. Come in questo caso. Massimo D’Alema si trovava a Palermo, per sostenere il candidato ufficiale del Pd, candidato sindaco Fabrizio Ferrandelli. Ed’ intervenuto sui temi caldi del momento. A partire dalla riforma del mercato del Lavoro. Allo stato attuale, scontenta gran parte dei soggetti interessati. I sindacati, le parti sociali e i partiti. Cambia poco o niente sul fronte della flessibilità in uscita e, se è possibile, irrigidisce quella in entrate. Al momento, del resto, tutto è ancora in  forse e si dovrà attendere ancora del tempo per averne una definizione precisa. Ebbene, l’ex ministro degli Esteri ha definito la riforma importante. Si è detto, inoltre, convinto del fatto che il Parlamento la approverà, discutendola e correggendola laddove sarà necessario. Il giudizio di fondo, in ogni caso, è decisamente benevolo: «E' un impianto positivo perché riduce il precariato che penso fosse l'obiettivo più importante, cioè quello di accrescere le garanzie dei lavoratori soprattutto per i giovani che hanno sofferto di più di questa estrema precarizzazione del lavoro», ha commentato. Infine, ha aggiunto: «Credo che il governo abbia affrontato fin qui l'emergenza finanziaria, avviando alcune riforme. Ora è chiaro che è importante che metta al centro del suo impegno lo sviluppo nel Mezzogiorno. Questo è quello che chiediamo al governo e noi lo incoraggeremo». Altra riforma decisiva, prerogativa esclusiva delle forze politiche, cui il governo non dovrebbe mettere il becco, è quella elettorale. D’Alema ha spiegato che i tempo per mettere mano al sistema per eleggere i parlamentari sono piuttosto risicati mentre non tutti hanno chiaro che è necessario agire il più in fretta possibile.