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ARTICOLO 18/ Bonanni (Cisl): basta una modifica in Parlamento per "salvare" la riforma

Raffaele Bonanni (Infophoto) Raffaele Bonanni (Infophoto)

Noi pensiamo che il Governo abbia fatto bene a scegliere la strada del disegno di legge, perché il Parlamento potrà valutare con maggiore libertà e responsabilità il contenuto dei provvedimenti, ascoltando durante tutto l’iter legislativo anche il parere del Sindacato. Noi abbiamo impedito che succedesse quello che è accaduto con la riforma delle pensioni, dove è mancata una discussione approfondita, lasciando centinaia di migliaia di lavoratori cosiddetti “esodati” senza salario e senza pensione. Sul mercato del lavoro il confronto non è mancato e la riforma è sicuramente frutto di una mediazione tra le parti.

 

Pensa che possano essere portate delle modifiche al testo in Parlamento?

 

L’importante è non stravolgere l’impianto e l’equilibrio della riforma. Occorre chiarire meglio alcune questioni delicate, come la parte dei licenziamenti economici, introducendo maggiori garanzie per i lavoratori in caso di licenziamenti fraudolenti e senza reali motivazioni di natura economica, adottando fino in fondo il modello tedesco.

 

Un recente sondaggio ha mostrato come la maggioranza dei lavoratori italiani - che operano nel privato come nel pubblico - sia favorevole all’estensione di nuove misure di flessibilità in uscita anche in ambito pubblico, cosa su cui il Governo ha messo un freno. Lei cosa ne pensa?

 

Il pubblico impiego ha già norme molto più severe sul piano dei licenziamenti individuali. Il problema è il rispetto di queste norme. Ha fatto bene il Governo a chiarire questo punto. Qui non si tratta di creare guerre dei poveri tra lavoratori privati e pubblici. Occorre affrontare il tema dell’armonizzazione tra pubblico e privato senza demagogia e soprattutto senza fare disastri di natura legislativa. Si è aperto un tavolo di confronto con il ministro della Funzione pubblica. Troveremo una soluzione equilibrata.

 

Come valuta l’apporto delle singole Parti sociali e l’approccio di questo Governo alla concertazione?


COMMENTI
06/04/2012 - ARTICOLO 18/ Bonanni (Cisl) (alberto servi)

Abbiamo al primo posto, la più grande considerazione per il lavoratore, per le sue garanzie e il suo futuro e azzerato le esigenze delle impresa/aziende che dovrebbero offrire lavoro. La sola ipotesi del "reintegro" deciso dal giudice ci garantirà l'abbandono di ogni iniziativa d'investimento da parte degli investitori italiani. Figuriamoci poi di quelli stranieri. Nelle economie che funzionano si fa il contrario. E poi qualcuno sostiene che l'art 18 non centra perchè sono/saranno pochi casi. L'eventalità del "reintegro" con il precipitare in contenziosi giudiziari è lo spauracchio che terrà lontano ogni imprenditore avveduto. E poi al lavoratore,il lavoro chi gli e lo dà ?