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Lavoro

ARTICOLO 18/ Bonanni (Cisl): basta una modifica in Parlamento per "salvare" la riforma

Raffaele Bonanni (Infophoto)Raffaele Bonanni (Infophoto)

Il Governo ha cambiato la sua strategia durante la trattativa. Il tavolo di confronto con il Sindacato era partito con alcune ipotesi strampalate preconfezionate nelle aule universitarie. Si parlava di un contratto unico, della fine della cassa integrazione, di salari minimi garantiti. Tutto questo non c’è più nella riforma presentata dal governo. Il confronto con il Sindacato ha prodotto un impianto che ha salvaguardato i cardini dell’attuale sistema. Ci sarà una lunga fase di transizione che ci dovrebbe portare al nuovo assetto senza stravolgimenti e speriamo anche con le necessarie risorse economiche per affrontare la crisi economica.

 

Il vostro Segretario generale aggiunto, Giorgio Santini, ha dichiarato che il 19 marzo 2012 al tavolo Governo-Parti sociali si è discusso delle stesse cose di cui si discuteva il 19 marzo 2002, giorno in cui Marco Biagi è caduto vittima delle Br. Cosa frena la modernizzazione del lavoro in Italia?

 

Le riforme del lavoro hanno trovato sempre nel nostro Paese ostacoli di natura ideologica ed estremismi, da una parte e dell’altra. A farne le spese spesso sono stati intellettuali e riformatori seri come Marco Biagi che sono stati assassinati proprio perché difendevano con coraggio e coerenza le loro idee. La Cisl ha sempre privilegiato la strada del confronto e del dialogo sui temi della necessaria modernizzazione del mercato del lavoro. Le riforme non vanno calate dall’alto, ma devono essere il frutto di un negoziato tra governo, imprese e Sindacato.

 

(Giuseppe Sabella)

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COMMENTI
06/04/2012 - ARTICOLO 18/ Bonanni (Cisl) (alberto servi)

Abbiamo al primo posto, la più grande considerazione per il lavoratore, per le sue garanzie e il suo futuro e azzerato le esigenze delle impresa/aziende che dovrebbero offrire lavoro. La sola ipotesi del "reintegro" deciso dal giudice ci garantirà l'abbandono di ogni iniziativa d'investimento da parte degli investitori italiani. Figuriamoci poi di quelli stranieri. Nelle economie che funzionano si fa il contrario. E poi qualcuno sostiene che l'art 18 non centra perchè sono/saranno pochi casi. L'eventalità del "reintegro" con il precipitare in contenziosi giudiziari è lo spauracchio che terrà lontano ogni imprenditore avveduto. E poi al lavoratore,il lavoro chi gli e lo dà ?