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STIPENDI/ L’esperto: altro che 1983, il governo rischia di rispedirci negli anni ‘70

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«Pressoché tutti i tecnici - persone indubbiamente stimabili sul piano professionale - provengono da un mondo che ha ben poco a che fare con quello reale, incentrato sulle buone relazioni e sui rapporti giusti; essi, inoltre, rappresentano pur sempre il portato di quel sistema che ci ha condotto dove siamo oggi e di una società che fa riferimento alle lobby. Se esse siano la finanza o i sindacati, poco importa; sta di fatto che costoro sono la rappresentazione, ammantata di tecnicismo, delle contraddizioni della nostra società. Possiamo, quindi, chiedere forse a loro di sciogliere il nodo del rapporto tra le diverse corporazioni di cui loro stessi hanno beneficiato?».

Eppure, le lobby esistono anche negli altri Paesi. «Ma sono evidenti, dichiarate - replica Solari -, anche in termini di finanziamento ai partiti. Il che semplifica il sistema. Chi fa riferimento a una lobby, quando agisce ammette di farlo in nome e per conto del proprio gruppo d’interesse. Non si nasconde dietro ad affermazioni del tipo: “Io non rappresento gruppi particolari, ma tutti gli elettori"».

 

(Paolo Nessi)

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