BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

QUALCOSA DI SINISTRA/ Quei posti di lavoro "pronti" per i giovani

In Italia ci sono dei posti di lavoro che restano vacanti perché i giovani li ritengono modesti o umili. Eppure è crescente il numero dei disoccupati. Il commento di SERGIO LUCIANO

Foto: Infophoto Foto: Infophoto

In Italia mancano 65 mila infermieri. Mancano nel senso che dovrebbero essere assunti, nelle casse delle Asl (molte, non tutte) ci sarebbero i soldi per pagarli, ma i bandi d’assunzione vanno deserti e, con ritmo molto più lento del necessario, finiscono con l’essere finalmente e tardivamente arruolati soltanto infermieri extracomunitari. In Italia la Fiat progetta di chiudere due stabilimenti automobilistici su cinque - per carità, Marchionne si è limitato a dire che li chiuderà “se non riuscirà a vendere auto italiane in America”, ma c’è da scommettere che ci riuscirà? - e quindi circa 10 mila persone rischiano il posto.

Del rischio-Fiat si parla ogni giorno, la Confindustria s’è spaccata sulla Fiat, il sindacato post-comunista della Fiom ne ha fatto una bandiera, e nessuno parla dell’assurdo in base al quale non ci sono infermieri da assumere. Ah, una cosa importante: è relativamente facile “formare” infermieri generici, quasi tutte le Asl più importanti dei rispettivi comprensori metropolitani sono in grado di farlo e lo fanno, ma quando trovano allievi, che proprio a quel mestiere non si candidano.

Secondo l’indagine annuale della Confartigianato, ci sono in Italia circa 180 mila opportunità di lavoro nel settore che non vengono colte perché i giovani italiani non vogliono fare i falegnami, gli idraulici, i piastrellisti, i muratori, i sarti, i calzolai, gli elettricisti, i riparatori... e quelle posizioni, quando va bene, finiscono con l’essere anch’esse coperte dagli extracomunitari.

Ebbene, è chiaro che stiamo parlando di mestieri che la nostra tradizione culturale (pseudo-culturale) colloca nelle fascia medio-bassa della gerarchia sociale: si tratta di lavori manuali, anche se pieni di concettualizzazione (sarà manuale pulire un vecchio infermo, ma somministrargli le cure nel modo appropriato è tutt’altro che solo manuale) e in alcuni casi (ma non tutti) retribuiti in misura modesta. Eppure, molto impiego pubblico è poco retribuito, in Italia, ma infinitamente più richiesto; molti ruoli operai incassano retribuzioni comparabilmente modeste, eppure sono un po’ più richiesti...

Insomma, dentro la crisi e dentro il ridimensionamento delle nostre aspettative economiche di vita, di consumi, di benessere, si nascondono anche alcuni antidoti alla crisi stessa. Se i giovani italiani, oggi, prendessero coscienza della necessità di considerare con occhio diverso scelte che magari fino a qualche anno fa non avrebbero preso in esame, potrebbero alla fine trovarsene molto soddisfatti, ben più che restando a casa da Neet (né studenti, né lavoratori, né in cerca di lavoro) ad aspettare la sorte.