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Lavoro

DDL LAVORO/ Licenziamenti economici, torna la possibilità di reintegro. Monti: sciolti tutti i nodi

Concluso il vertice con Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini, il presidente del Consiglio Monti si è detto soddisfatto: «È andata bene, sono stati sciolti tutti nodi»

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Concluso il vertice con Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini, il presidente del Consiglio Monti si è detto soddisfatto: «È andata bene, sono stati sciolti tutti nodi», ha fatto sapere il premier dopo l’incontro sulla riforma del mercato del lavoro a cui hanno partecipato anche il ministro del Lavoro Elsa Fornero, il vice-ministro Vittorio Grilli e il sottosegretario Antonio Catricalà. Palazzo Chigi ha poi fatto sapere attraverso una nota che «al termine della discussione, che ha avuto esito positivo, il Governo e i leader delle forze politiche di maggioranza si sono impegnati per un iter di approvazione efficace e tempestivo della riforma in Parlamento». Il testo definitivo potrebbe già arrivare tra la giornata di oggi e quella di domani, dopo essere stato presentato al Quirinale, proprio come aveva auspicato il ministro Fornero ieri: «Spero sia pronto al massimo per domani mattina, anzi dal mio punto di vista è praticamente pronto». Il nodo principale da sciogliere riguardava ovviamente il tema più delicato dell’articolo 18, cioè quello riguardante i licenziamenti per motivi economici. Sembra però che si sia arrivati alla possibilità di prevedere il reintegro del lavoratore anche in questo caso, che dovrà essere deciso eventualmente dal giudice. Se il licenziamento verrà considerato illegittimo, quindi, sarà il magistrato a scegliere se il lavoratore dovrà ricevere un indennizzo o essere reintegrato nel posto di lavoro. Bisognerà però vedere se una soluzione del genere riuscirà finalmente a trovare d’accordo tutte le parti sociali, a cominciare da Susanna Camusso, leader della Cgil. Il segretario della Cisl Bonanni si è sempre dimostrato favorevole, mentre si aspettano le reazioni del numero uno della Uil, Luigi Angeletti, che nella giornata di ieri scherzava su un possibile licenziamento del ministro Fornero: «La vicenda dell'articolo 18, così come la vicenda degli esodati, se posso dirla con una battuta, rappresentano un fondato motivo per un licenziamento del ministro», aveva detto Angeletti, secondo cui «l'epoca della concertazione è finita».