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SUICIDI/ Cgia di Mestre: aumentati del 24,6%per colpa della crisi economica

Un documento della Cgia di Mestre denuncia il drammatico aumento die suicidi per colpa della crisi economica. Gli ultimi due casi negli ultimi due giorni a Roma

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I suicidi per motivi cosiddetti economici sono in terribile aumento. Nelle ultime ore si sono aggiunti due nuovi drammatici casi, quello di un imprenditore di Milano che aveva fatto fallimento, lasciato dalla moglie, si è impiccato, e quello di un altro imprenditore, questa volta a Roma, che si è sparato al petto. La sua azienda era in fallimento. Quasi ogni giorno negli ultimi mesi il bollettino dei suicidi per motivi economici fa registrare un nuovo episodio. La Cgia, Associazione artigiani e piccole imprese di Mestre, ne ha fatto uno studio e rivela che dal 2008 al 2010 i casi di suicidi sono aumentati del 24,6%: dentro ci sono gli imprenditori, manche i lavoratori dipendenti e i pensionati. Aumentano anche se in misura minore i tentativi di suicidi, sempre per lo stesso motivo: un aumento del 20%. La crisi economica spazza via dunque non solo posti di lavoro, ma anche vite umane. Il documento fornisce cifre drammatiche: nel 2008 si sono registrati 150 suicidi per ragioni economiche; nel 2010 la cifra era cresciuta sino a toccare i 187 casi. Commenta la situazione il segretario della Cgia, Bortolussi, dicendo che dopo gli ultimi gesti estremi registrati, è necessario intervenire con misure di emergenza. Se è vero che c'è un effetto imitazione, spiega, nell'alto numero di suicidi che si susseguono quasi ogni giorno, è anche vero che a scatenarli è la crisi economica. "La sua gravità ha suscitato in molti piccoli imprenditori la perdita di sicurezza, solitudine, disperazione e ribellione contro un mondo che si sta rivelando cinico e inospitale" dice Bortolussi. L'Associazione di Mestre, dice, si è già attivata anche a livello nazionale come a quello regionale. L'idea è stata quella di dar vita a un fondo di solidarietà con l'intento di fermare i suicidi tra i piccoli imprenditori. L'ultimo caso dicevamo si è registrato a Roma: Mario Frasacco, 59 anni, titolare di una azienda specializzata in costruzioni di alluminio, si è sparato nel suo appartamento. Ha trovato il corpo il figlio di 19 anni. L'uomo ha lasciato una lettera in cui ha spiegato i motivi del suo gesto. Nella lettera chiede scusa e fa riferimento alla crisi: la sua azienda infatti sta rischiando di fallire, con diciannove operai in cassa integrazione. Solo lo scorso 2 aprile un'altra persona si era impiccata sempre a Roma, un artigiano di 57 anni. La sua attività era fabbricare cornici, il suo negozio era molto conosciuto nel centro storico della capitale. Anche lui è stato trovato dal figlio, impiccato a una trave del suo negozio. Anche per lui una lettera di addio: problemi economici insormontabili, ha scritto.