BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Lavoro

Non è così che il Paese può ripartire

Elsa Fornero e Mario Monti (Infophoto)Elsa Fornero e Mario Monti (Infophoto)

Provando ora a giudicare la riforma del lavoro a partire dalle considerazioni appena svolte, va detto che il metodo della concertazione, che sembrava finalmente superato, ha fatto si che le premesse forti che stavano all’origine dei lavori - e cioè il raggiungimento di una maggiore flessibilità in uscita, una migliore flessibilità in entrata, il passaggio da politiche passive a politiche attive e il riconoscimento delle Agenzie per il lavoro (Apl) quali fondamentali fattori di sviluppo del mercato - siano state sostanzialmente disattese. La riforma non muta di fatto le condizioni in uscita e irrigidisce l’ingresso nel mercato del lavoro. Permette - è vero - un po’ di pulizia nei confronti delle forme di cattiva flessibilità, ma non coglie l’occasione di orientare e incentivare il sistema all’utilizzo della buona flessibilità, in un’ottica di flexicurity.

Le Agenzie per il lavoro, che a detta di tutti rappresentano la forma ideale di combinazione tra flessibilità e sicurezza, non vengono considerate se non per l’introduzione di capziose limitazioni: manca infatti anche un solo capitolo dedicato a loro né sono mai state coinvolte nella costruzione del decreto, nemmeno per conoscerne il punto di vista. La riforma si limita inoltre a dare consigli paternalistici circa le politiche attive, in un Paese dove persino le leggi più ferree, se non controllate efficacemente, vengono disattese e in cui campeggia pressoché indisturbato il lavoro nero.

Se queste sono le premesse è molto difficile che il Parlamento possa affrontare seriamente e con coraggio temi di tale portata. Il grande rischio, ora, è che ci vada di mezzo non solo l’equità, così fortemente richiesta al nostro Paese sia dalla Bce di Draghi che dall’Unione europea per superare il dualismo che caratterizza il nostro mercato del lavoro, ma soprattutto che venga pregiudicata la possibilità stessa di una crescita che consenta il raggiungimento di migliori condizioni future per ciascuno di noi.

© Riproduzione Riservata.