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IL CASO/ Forte: cara Fornero, le partite Iva non sono le nuove Br

Elsa Fornero e Mario Monti (InfoPhoto) Elsa Fornero e Mario Monti (InfoPhoto)

La seconda novità è che il governo non ha contrattato con le parti sociali, ma ha elaborato un testo in modo autonomo. Quindi ha stabilito per la prima volta che le parti sociali si consultano, ma poiché non siamo nel diritto corporativo bensì democratico l’ultima parola spetta al governo controllato dal Parlamento. Il governo rappresenta infatti una coalizione di elettori, e i cedimenti sull’attuale riforma del lavoro non sono stati determinati dalle parti sociali bensì dai partiti. Ciò che è deprecabile è che la base elettorale del governo è costituita da una coalizione di cui il Pd è ipocritamente parte. Ha voluto entrarci perché voleva mettere il naso nelle stanze del potere e umiliare Berlusconi, ma ora non è in grado di adempiere ai doveri che abbiamo tutti di compiere dei sacrifici per fare in modo che spread e debito pubblico si riducano.

 

Gli interventi del governo Monti sulla flessibilità in entrata penalizzano l’occupazione?

 

Su questo nella riforma del lavoro c’è una serie di errori che dipendono dal Dna del Pd che ha sempre avversato la legge Biagi. Ma dipendono in parte anche dal Dna di Elsa Fornero, perché la teoria che il ministro ha sempre sostenuto è quella del contratto unico nazionale, e non del contratto a misura d’uomo della legge Biagi. Il fatto di scoraggiare i contratti a termine e immaginare che le partite Iva siano un imbroglio, appartiene alla stessa cultura di diversi membri di questo governo. Io ho sempre trovato aberrante che ci sia qualcuno che stabilisce che esiste un solo modello, che è l’unico a essere giusto e che bisogna cercare di opporsi a quanti ne vogliono uno diverso anche se non danno fastidio a nessuno. In questo senso l’attuale governo non è affatto liberale, perché lo spirito liberale ha due radici: l’ordine spontaneo dell’economista Friedrich von Hayek o la realtà delle cose naturali in cui ci possono essere, secondo l’interpretazione di Manzoni e Rosmini, i valori della Provvidenza. E’ qualcosa cioè che non nasce dal cervello di un individuo superiore, ma dagli uomini organizzati nella società e dallo spirito della libertà che è l’ordine spontaneo. Fortunatamente non è un ordine di lupi, e quindi fa emergere regole cui i singoli nella loro libertà si adeguano.

 

Questa riforma sarà in grado di attrarre gli investimenti delle imprese straniere?