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DDL LAVORO/ L'esperto: il lavoro nero non è l'unico rischio della riforma Fornero

Elsa Fornero (Infophoto) Elsa Fornero (Infophoto)

Si accentuerebbero alcune criticità presenti e non si favorirebbero cambiamenti in alcune aree del Paese: ad esempio, il Mezzogiorno soffre da sempre di queste debolezze.

Quali potrebbero essere le categorie più vulnerabili?

Certamente quelle delle persone con bassa professionalità che sono quelle che hanno avuto maggiori criticità, soprattutto nell’anno nero del 2009, e che rischiano ancora durante questa situazione di non supporto alla crescita e di incertezza economica, di doversi arrabattare a fare qualsiasi impiego accettando, magari anche, impieghi in “nero”.

E i giovani?

I giovani con difficoltà nell’accesso al mercato non entrano nel mercato del lavoro nero: solitamente, si trovano nella condizione di non potersi confrontare con l’attività lavorativa che è un problema ben diverso. La rigidità del mercato non permette ai giovani di giocarsi una possibilità.  

Pensa che il sommerso sia diffuso in aree che non presentano alte percentuali di disoccupati, oppure vanno di pari passo?

Secondo il mio parere, le due situazioni sono fortemente abbinate. 

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