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Lavoro

PENSIONI/ Esodati. Cazzola: due anni di tutele garantite. Ma chi è in cassa integrazione o mobilità?

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Cazzola continua a spiegare che a suo giudizio ci sono casi ben più gravi degli esodati tra tutti i lavoratori che necessitano di una tutela, «come tutti coloro che sono in cassa integrazione o in  mobilità. Molti operai di Termini Imerese sono fuori dalle coperture perché il decreto copre solamente coloro che sono in cassa integrazione o in  mobilità dal 4 dicembre, mentre gli esodati delle Poste hanno ricevuto un cospicuo incentivo che potrebbe coprire diversi anni». Per quanto riguarda invece i cosiddetti “esodandi”, anche Cazzola vede «una vero problema. Il governo deve provvedere a riguardo nell’ambito della riforma degli ammortizzatori sociali, anche se l’idea pur precaria di istituire dei fondi di solidarietà, se rafforzata e consolidata può rappresentare la giusta risposta».

Chiediamo infine a Giuliano Cazzola se, nonostante le proteste e vivaci opposizioni, considera l’atteggiamento dei sindacati quanto mai timido e improntato sulla difensiva: «In effetti è vero, spesso con il governo Berlusconi si faceva fatica ad attraversare piazza Montecitorio, mentre adesso è sempre vuota. L’atteggiamento dei sindacati è certamente diverso, ma è anche vero che quando a dicembre è passato il Salva-Italia siamo stati tutti presi in contropiede: il governo ha fatto un vero e proprio blitz sulle pensioni, su cui non c’è stato neanche il tempo di riflettere, e i sindacati si sono ritrovati in una situazione in cui potevano solo prendere o lasciare». 

 

(Claudio Perlini)  

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