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DISOCCUPAZIONE RECORD/ L'esperto: ecco lo "shock" tedesco che può cambiare il mercato del lavoro

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Il principio espresso ha modo effettivo di concretizzarsi. «Le cooperative rappresentano un esempio di lavoro dove il profitto fine a se stesso non è l’unico obiettivo. Ma non sono il solo. Credo che sarebbe necessario seguire, anche in tal caso, il modello tedesco. Ovvero, il mondo sindacale deve entrare nei consigli d’amministrazione delle aziende e, al contempo, non intenderle più come il luogo della contrapposizione tra il capitale e il lavoro. Devono cambiare, quindi, le regole della rappresentanza sindacale, in modo che i lavoratori possano condividere le finalità dell’impresa». 

Rivoluzionare pubblico e privato non sembra impresa che si possa compiere dalla sera alla mattina. «Serve, da parte di Monti, un effetto shock. Se vuole incidere realmente, dovrà fissare queste priorità. Il tempo stringe e se le suddette misure non saranno inaugurate fin da subito, ci attende solo la decadenza del Paese». Gli effetti di un programma del genere si potrebbero apprezzare in tempi tutto sommato rapidi. «In Italia, il problema più grande è quello della sfiducia. Attivarsi per realizzare il modello tedesco favorirebbe nell’immediato anche l’occupazione perché instillerebbe nel sistema delle imprese quel minimo di fiducia necessaria per credere nel futuro».

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
05/05/2012 - il controllato non sia controllore (francesco taddei)

bene la gestione dei servizi decentrata, ma i controlli su tale attività vanno affidati ad un ente diverso, tipo il ministero. ve lo immaginate un comune che punisce se stesso per una gestione sbagliata?