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IL FATTO/ Sabaini (Fisascat-Cisl): vi spiego i vantaggi della "rivoluzione" Volkswagen

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La prima difficoltà che abbiamo incontrato è legata al fatto che noi siamo partiti da un documento, denominato Charta e proveniente dalla casa madre, che ha un’impronta decisamente tedesca. In Germania il sindacato funziona con logiche diverse rispetto all’Italia, ed è stato quindi necessario tradurre questo documento per le esigenze italiane. Abbiamo dovuto tenere conto dei contratti, delle leggi, del mercato del lavoro e delle regole relative alle relazioni sindacali esistenti in Italia. Il problema maggiore è stato legato al fatto che si trattava di un documento abbastanza vincolante, che lasciava pochi spazi, e quindi si è trattato di un lavoro molto complicato. Abbiamo avuto bisogno di momenti seminariali, di approfondimento e di confronto con la Ig Metal, il sindacato dei metalmeccanici tedeschi.

 

Durante le trattative Cisl e Cgil si sono trovate sulle stesse posizioni?

 

Nonostante alla fine il contratto sia stato firmato da tutti i sindacati, abbiamo riscontrato una certa differenza di impostazione tra Cisl e Cgil. Abbiamo cercato di superare il problema facendo entrambi qualche passo indietro. Quando si parla di partecipazione, noi di Cisl siamo sempre molto entusiasti, Cgil è invece più prudente, tanto è vero che è stato necessario metterci un po’ di tempo in più per trovare delle modalità che mettessero tutti d’accordo.

 

Su quali punti Cgil si è mostrata più prudente?

 

L’intero contratto introduce degli elementi di innovazione, e c’è stato un approccio che oserei dire “filosofico” nei cui confronti Cgil ha mostrato un’attenzione particolare. Ciò è avvenuto soprattutto per quanto riguarda la partecipazione, che non si limita alla gestione del modello organizzativo dell’azienda, ma potrebbe avere uno sbocco anche a livello di partecipazione nei comitati di sorveglianza. Inoltre c’è stato un dibattito interno anche sull’elemento della cogestione, in quanto questo termine significa che parti sindacali e datoriali si trovano sullo stesso livello e prendono decisioni dirimenti rispetto all’andamento dell’azienda. Anche su questo terreno da parte di Cgil emergeva con particolare forza l’idea che azienda e sindacato siano in realtà parte e controparte.

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